Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assetto

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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Siniscam » sabato 1 marzo 2014, 19:01

L’immersione subacquea in apnea è interessata da alcune leggi fisiche che agiscono sul nostro corpo.
Le particolari condizioni dell'ambiente nel quale viene svolta l'attività subacquea portano una serie di conseguenze sull'organismo; alcune di queste le esamineremo tra poco.

Il principio di Archimede afferma: un corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale dal basso verso l'alto, uguale al peso del fluido spostato.
Questo è importante perché le nostre immersioni in apnea sono regolare da questa legge e dagli assetti positivo, neutro e negativo.
L’assetto positivo si ha quando il volume del liquido spostato è superiore al nostro peso.
L’assetto neutro si ha quando il volume del liquido spostato è equivalente al nostro peso.
L’assetto negativo si ha quando il volume del liquido spostato è inferiore al nostro peso.
L’ assetto positivo è la tendenza del corpo a galleggiare, quindi il suo peso specifico è minore di quella del liquido stesso.
Principio_di_Archimede_spinta_e_peso.png
L’assetto neutro lo troviamo con il bilanciamento tra spinta e forza di gravità, il corpo rimane in posizione ed il suo peso specifico è uguale a quello del liquido;
L’assetto negativo è la tendenza del corpo ad affondare, quindi il suo peso specifico è maggiore di quella del liquido.
In altre parole, i corpi con peso specifico inferiore a quello del fluido galleggiano e quelli con peso specifico superiore affondano.
Il corpo umano, composto da tessuti di peso specifico superiore a quello del’acqua ma contenente strutture piene di gas come polmoni, cavità aeree ed intestino, avendo nel suo complesso un peso specifico leggermente inferiore a quello dell’acqua, tende a galleggiare nella maggior parte dei casi.
Il peso specifico del corpo umano varia infatti tra diversi individui in quanto l'incide la diversa struttura ossea (ossa grandi sono più pesanti) e la percentuale di grasso corporeo rapportato alla massa muscolare (le persone in sovrappeso galleggiano considerevolmente meglio di quelle magre).

Il pescatore in apnea è normalmente attrezzato con muta in neoprene e zavorra (piombi) necessaria per contrastare la galleggiabilità della muta stessa.
Il neoprene è costituito da piccole cellule che contengono aria (ottimo isolante termico), gas che è contenuto anche nel corpo del subacqueo.
All’aumentare della profondità di immersione aumenta anche la pressione a cui il subacqueo viene sottoposto, con la conseguente riduzione di volume dei gas contenuti nella muta e nel subacqueo stesso (legge di Boyle) ed un aumento del suo aumento di peso specifico.
In questa condizione, con il corpo che ha ridotto il suo volume a causa della pressione, viene ridotta la quantità di fluido spostato e, di conseguenza, risulta diminuita la spinta verticale dal basso verso l’alto.

Saper riconoscere e sensibilizzare il corpo a immerso a percepire la spinta idrostatica e fondamentale al fine di ottenere la giusta pesata durante le nostre immersioni, sia in acqua bassa che in acqua alta, variando di conseguenza la nostra zavorra.
Non fidatevi della regole approssimative del tipo: 1 kg di piombo ogni 10 kg di peso corporeo; come intuibile da quanto spiegato, la quantità di zavorra deve variare a seconda del proprio peso specifico, dallo spessore della muta indossata (maggiore spessore = maggiore zavorra) e dalla quota che si intende raggiungere nel tuffo (maggiore profondità = minore zavorra)
Nel’immersione e nella pesca in apnea, al fine di ridurre i rischi, è indispensabile avere un assetto positivo in superficie, neutro a pochi metri dal fondo e leggermente negativo quando appoggiati sul fondale.

Lo ripeto soprattutto per chi ha meno esperienza: all’aumentare della quota operativa, si rende necessario ridurre la quantità di zavorra.
La giusta pesata ci consente di ritornare in assetto positivo a pochi metri dal fondale, permettendoci di risalire con poco sforzo economizzando l’ormai ridotta scorta di ossigeno che ci rimane nell’organismo e prevenendo quindi la pericolosa sincope.
Un altro fattore positivo del corretto assetto in funzione della quota operativa, oltre ad una riduzione dei rischi, è quello di consentire spostamenti più silenziosi e meno percepibili dai furbi pinnuti.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Daniele » mercoledì 16 aprile 2014, 10:17

Siniscam, grazie per questo articolo.
E' lo spunto giusti anche per ricordare a tutti di non esagerare con la zavorra.
Ultima modifica di Daniele il mercoledì 16 aprile 2014, 10:18, modificato 1 volta in totale.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Vito Fasano » mercoledì 16 aprile 2014, 10:20

Complimenti.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda fabio fama' » mercoledì 16 aprile 2014, 10:32

Bell' articolo, Marco! :o.k:
Ultima modifica di fabio fama' il mercoledì 16 aprile 2014, 21:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda il Fabio » mercoledì 16 aprile 2014, 11:12

Grande Marco!!!! :o.k:
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda g.shark72 » mercoledì 16 aprile 2014, 14:18

ottimo e ben fatto :fischio: :devil:
bravo marco :clap: :o.k:
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda spigolone78 » mercoledì 16 aprile 2014, 14:18

con la zavorra non si scherza ,complimenti bell'articolo :o.k: :o.k: :o.k:
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Re: R: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed ass

Messaggioda solaris » mercoledì 16 aprile 2014, 20:21

Bravo Siniscam, bello questo articolo, hai spiegato in modo chiaro il corretto utilizzo della zavorra.

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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Xtian73 » mercoledì 16 aprile 2014, 21:27

In caso di emergenza.......sganciare la cintura.
Ne approfitto per porvi una domanda semplicissima: che ne pensate della Marsigliese? Qualcuna ha mai dovuto sganciarla in emergenza?
Bravo Siniscam grazie dell'articolo
Ciao a tutti
Cristian
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda ragnetto » mercoledì 16 aprile 2014, 21:53

Ottimo, Marco!
:o.k:
Hai toccato un argomento malconsiderato dai più e largamente violentato da concetti che non ho mai condiviso, cioè quello secondo cui la zavorra , debba consentire di pescare con poca fatica per protrarre al meglio le apnee durante agguati e aspetti. Si aggiunga che andar giù come pietre spaventa i pesci.

Miglioriamo l'acquaticità imparando a sfruttare le nostre spinte dinamiche ed avremo aggiunto sicurezza attiva ad un approccio in sicurezza passiva!

Complimenti! :clap2:
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Siniscam » mercoledì 16 aprile 2014, 22:37

Xtian73 ha scritto:In caso di emergenza.......sganciare la cintura.
Ne approfitto per porvi una domanda semplicissima: che ne pensate della Marsigliese? Qualcuna ha mai dovuto sganciarla in emergenza?
Bravo Siniscam grazie dell'articolo

Personalmente non mi sono mai trovato in una situazione di emergenza da dovermi sganciare la cintura, ma nei vari corsi di apnea si sono fatte le esercitazioni per il recupero dell'asfittico; ebbene, la marsigliese é la cintura che si sgancia meglio, quindi altamente consigliabile (infatti a breve me ne acquisteró una per sostituire quella attuale con fibbia).
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda Siniscam » mercoledì 16 aprile 2014, 22:42

Grazie Andrea, un complimento che arriva da te vale almeno il doppio. ;)

ragnetto ha scritto:Si aggiunga che andar giù come pietre spaventa i pesci.

Infatti questo é un altro fattore non trascurabile che dovrebbe indurci a calibrare correttamente la zavorra; in fin dei conti, il nostro obiettivo é quello di avvicinare i pesci e non di farli scappare.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda fabio fama' » mercoledì 16 aprile 2014, 22:50

Siniscam ha scritto:
Xtian73 ha scritto:In caso di emergenza.......sganciare la cintura.
Ne approfitto per porvi una domanda semplicissima: che ne pensate della Marsigliese? Qualcuna ha mai dovuto sganciarla in emergenza?
Bravo Siniscam grazie dell'articolo

Personalmente non mi sono mai trovato in una situazione di emergenza da dovermi sganciare la cintura, ma nei vari corsi di apnea si sono fatte le esercitazioni per il recupero dell'asfittico; ebbene, la marsigliese é la cintura che si sgancia meglio, quindi altamente consigliabile (infatti a breve me ne acquisteró una per sostituire quella attuale con fibbia).


Verissimo... :ammicca:

La uso ormai da anni e l'ho sganciata solo una volta (diversi anni fà...) perchè mi si era impigliata la sagola del fucile intorno al fodero del coltello in cintura, mentre pescavo in tana su alcuni blocchi di cemento in soli 5 metri d'acqua...avevo sparato un bel sarago e mentre recuperavo, la sagola del medisten si è bloccata fra una "V" creata da due blocchi...ho tirato forte, ma niente...poi ho sganciato e...mi è andata bene perchè avevo il coltello di riserva nello spallaccio anteriore dello schienalino, e ho potuto tagliare la sagola del medisten...sganciando la cintura e andando giù infatti, la sagola mi si è pure attorcigliata intorno ad una caviglia... :eek: ...ragazzi, in quell'occasione ma la sono vista veramente brutta...meno male che da una vita, quando ho lo schienalino mi porto sempre 2 coltelli affilatissimi...uno in cintura e l'altro appunto nello spallaccio sinistro dello schienalino. Se non avessi avuto il secondo coltello, non avrei potuto raccontarlo...

P.S. per la cronaca, non ho potuto più recuperare nè l'asta, nè il saragone, ma come disse il profeta...chi se ne fotte... :fischio:
Ultima modifica di fabio fama' il mercoledì 16 aprile 2014, 22:54, modificato 3 volte in totale.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda g.shark72 » giovedì 17 aprile 2014, 6:27

[quote="fabio fama'"]

...ragazzi, in quell'occasione ma la sono vista veramente brutta... Se non avessi avuto il secondo coltello, non avrei potuto raccontarlo...



ohhhh..............come ci dispiace che te la sei vista davvero brutta :rolleyes:
la prossima volta facci la cortesia i coltelli lasciali a casa :devil: :fischio:
:roll:
Ultima modifica di g.shark72 il giovedì 17 aprile 2014, 6:28, modificato 2 volte in totale.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda g.shark72 » giovedì 17 aprile 2014, 7:39

adesso vi racconto la mia brutta esperienza con la "troppa" zavorra.....
ho un amico che puntuale tutti gli anni prende una piazzuola in un camping a terracina ed io puntuale tutti gli anni vado a trovarlo ... portandomi però sempre l'attrezzatura x pescare.....
premetto che l'anno prima me ne vado con l'amaro in bocca x aver sparato 3 cefaloni da paura e una spigoletta senza però aver portato nulla a casa... in quanto sono andato in quell'occasione con un nuovo fucile.....e che a volte bisogna non trascurare nessun piccolo dettaglio....praticmente l'asta anchessa nuova non aveva fatte le sbavature ai fori della sagola.... e cosi di fatto erano taglientissime appena sparavo si spezzava la sagola nel punto della legatura.... e in verità ci ho messo un pò a capire quale fosse il problema......
l'anno dopo....memore quello che era successo l'anno prima....correggo tutti gli errori!!! fucile strà collaudato come tutto il resto dell'attrezzatura......e metto un paio di kg di piombo in più in cintura visto che dove pescherò praticamente è sabbia dove l'unico appiglio che ho sono i massi che tengono la catena e la boa che delimitano la zona balneabile da quella destinata alle barche......ho intenzione di farmi un calasole come ho fatto l'anno precedente.....la pescata inizia e mi rendo subito conto di essere troppo negativo..... appena faccio la capovolta vado giù come un masso....e sulla sabbia stò bene anche se non mi aggrappo a nulla.....becco una leccia stella di mezzo kg e poi una spigoletta di 4 etti....il mare però mi son dimenticato di dirlo era 2 gg che era bello mosso....ormai sta facendo buio ed io decido di rientrare....triste e sconsolato x non aver visto nulla di decente :(
e li succede il fattaccio.....nel rientrare un pò x il mare mosso un pò x le correnti rientro a circa 300mt da dove sono entrato.....e se al largo l'onda ti alza e non la senti a riva la senti eccome!!!! era alta più di un metro poi ogni tanto ne arrivavano alcune davvero grandi :eek: io ormai soo arrivato a 15 mt dalla spiaggia e l'acqua in piedi mi arriva un pò sopra il bacino.....decido di togliere le pinne x non inciampare con l'arrivo delle onde... e tempo aver percorso 2/3mt mi sento mancare la sabbia sott i piedi....passano dagli 80cm a quasi 2mt di fondo.. ..in una mano ho il fucile e nell'altra ho le pinne.....provo a camminare sul fondo ma la distanza da percorrere e troppa e non c'è la faccio...in un attino e con la massima lucidità decido di mollare tutto e di sganciarmi la cintura con i piombi....appena in superficie l'ennesima potente onda mi sfila maschera e boccaglio ...praticamente in un attimo mi ritrovo in superficie senza maschera senza pinne e superpositivo non avendo più piombi addosso...........mi faccio coraggio e mi dò forza.....scendo e cerco di recuperare la maschera ma senza averla indossata e nel torbido oltre poi che è ormai scuro è come cercare un ago nel pagliaio...quando nel tastare la sabbia con le mani x circa 10 minuti la trovo.... e subito dopo una pinna.... poi il fucile poi la zavorra....insomma nan mano riesco a trovare tutta l'attrezzatura tranne una pinna che purtroppo non so proprio che fine abbia fatto.....quel posto ormai io lo considero maledetto!!!! e da oggi le pinne col ca**o che me le levo se non sono proprio dove l'acqua non c'è più :risatina:
insomma una bruttissima esperienza.....
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda cristiano » giovedì 17 aprile 2014, 13:44

Ottimo!!! :clap: :clap: :clap:
...stò volando sopra i monti e le verdi distese e poi sù, ancora più sù fino a...respirare!


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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda fabio fama' » giovedì 17 aprile 2014, 19:20

g.shark72 ha scritto:adesso vi racconto la mia brutta esperienza con la "troppa" zavorra.....
ho un amico che puntuale tutti gli anni prende una piazzuola in un camping a terracina ed io puntuale tutti gli anni vado a trovarlo ... portandomi però sempre l'attrezzatura x pescare.....
premetto che l'anno prima me ne vado con l'amaro in bocca x aver sparato 3 cefaloni da paura e una spigoletta senza però aver portato nulla a casa... in quanto sono andato in quell'occasione con un nuovo fucile.....e che a volte bisogna non trascurare nessun piccolo dettaglio....praticmente l'asta anchessa nuova non aveva fatte le sbavature ai fori della sagola.... e cosi di fatto erano taglientissime appena sparavo si spezzava la sagola nel punto della legatura.... e in verità ci ho messo un pò a capire quale fosse il problema......



Su questo non avevamo dubbi!!! :doh: i tuoi limiti sono molti... :rolleyes:

g.shark72 ha scritto:...scendo e cerco di recuperare la maschera ma senza averla indossata e nel torbido oltre poi che è ormai scuro è come cercare un ago nel pagliaio...quando nel tastare la sabbia con le mani x circa 10 minuti la trovo.... e subito dopo una pinna.... poi il fucile poi la zavorra....insomma nan mano riesco a trovare tutta l'attrezzatura


Anche sul tuo grandissimo ROTTO non avevamo dubbi... :risatina:
Ultima modifica di fabio fama' il giovedì 17 aprile 2014, 19:21, modificato 2 volte in totale.
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Re: Fisica dell’immersione, principio di Archimede ed assett

Messaggioda montalbano_ » venerdì 25 aprile 2014, 22:38

Ottimo reminder Marco. :clap2: :o.k:
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[youtube]https://www.youtube.com/user/montalban02007[/youtube]

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