A pesca di Orate

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A pesca di Orate

Messaggioda ragnetto » venerdì 28 febbraio 2014, 15:50

Ecco a voi, Sua Maestà!

Carina.jpg

....col suo aureo diadema da cui assume il nome (Sparus Aurata) e che si spezza sulla ombrosa orbita prominente e accigliata, quasi inquisitoria. Vivida decorazione che ripropone sull'opercolo branchiale di un testone robusto e volitivo ma in perfetta armonia alla sua forma sinuosa ed imponente.
Vestita di una tunica in seta bianco cangiante che sfuma in riflessi argento vivo, traslucido sulle armoniose e regolari pinne dorsali e anali che si offrono come corona reale a circoscrivere le sue forme solenni, finemente deliziate dalle lunghe e vezzose pinne laterali che con l'imponente caudale, tingendosi dei preziosi metalli si offrono a strascico della sua tunica, fino a spezzarsi in uno stacco netto, scuro, tenebroso, che divora luce e colori.

A qualcuno potrebbe apparire pura retorica ma chi ha avuto modo almeno una volta di osservare per qualche minuto, senza allarmarla, una grossa orata nutrirsi in un'acqua limpida che permetta alla luce del sole di evidenziarne la livrea, certamente sa di cosa "parlo" e sa che mai come in questo caso, la fisiognomica trova riscontro tra le fattezze fisiche e l'“anima” di un pesce, ..eh si! ..perchè l'orata, è esattamente come appare, ..una Regina! ..la vera, unica ed incontrastata, regina del sottocosta, che abdica 3 mesi all'anno per lasciare momentaneamente il proprio scettro alle spigole; usurpazione che comunque non la dequalifica in alcun modo, sopratutto per l'enorme differenza di difficoltà tecnica che impone per essere catturata con un fucile subacqueo.

Il suo aspetto solenne ed austero risponde ad un atteggiamento altero, distaccato ed indipendente che si manifesta in una pacatezza comportamentale ed un'armonia delle movenze sempre elegantissime ed essenziali. Capace di traslarsi e ruotare da ferma in qualsiasi direzione, con una leggiadria che non ha eguali, pare aristocraticamente danzare un minuetto, con grande classe, distacco e (apparente) sufficienza, rispetto a quanto le accade attorno.

Semplicemente... è uno spettacolo!

Matura la sua livrea quando comincia a superare il mezzo kilo, pressapoco all'età in cui subisce l'inversione sessuale diventando femmina, assumendo di fatto il suo titolo nobiliare. Man mano che cresce, le tonalità delle pigmentazioni contrastano e si rafforzano rendendo il suo aspetto sempre più maestoso, sempre più nero, argento e oro (quasi verdognolo sul corpo) ma sopratutto, il suo atteggiamento diviene sempre più attento ed astuto, ineludibile, .. veramente degno di una "Lady di Ferro"!

Tanta leggiadria e purezza estetica non corrispondono a fragilità, sono infatti pesci intanto fisicamente potenti, poi molto robusti e resistenti anche alle infezioni; sono i pesci che tra quante specie incontro, in maggiore percentuale presentano vistose cicatrici. Non ho idea da cosa possa dipendere la loro invidiabile salute ma voglio pensare che sia conseguenza dell'alimentazione equilibrata e ricca di fibre, sali minerali e proteine. La sua dieta infatti è decisamente variegata, ma sempre di qualità!

Ha il palato fine Madame! ..è ghiotta di cefalopodi, crostacei, bivalvi, tanto che il suo fegato sa al palato umano proprio di queste ghiottonerie, aiutata in questo dalle sue massicce fauci e una dentatura possente, capaci di farle macinare come fossero patatine snack, anche i gusci dei murici.

testone.jpg

Non disdegna nemmeno vitaminici e sanguinolenti anellidi e animaletti di sorta e si nutre pure di qualche frutto subacqueo tra cui in prevalenza i germogli di posidonia.

Ciò che ha dell'incredibile poi, è che imposta i suoi spuntini su specifiche portate, a seconda dell'umore(?), non contentandosi banalmente di ciò che incontra ma spostandosi di proposito laddove troverà ciò che gli garba in quel momento e tendendo a tralasciare tutto il resto. Ben lo sanno i surf caster che con tecniche specifiche insidiano da terra le belle orate, portandosi appresso varie esche tra cui granchietti, bocconi, cannolicchi, bibi, verme americano, cozze e quantaltro e attenzione: ...sempre ben vivi, freschi e arzilli! (assai raramente l'orata assume atteggiamenti necrofagi) perchè sua altezza, ha sempre da fare i capricci e snobba oggi ciò che ieri vivamente gradiva.
Il colmo è che poi, si sposta per andare a cercare esattamente quello che soltanto intende mangiare in quel momento, dimostrando una capacità di analisi del territorio e delle situazioni meteo marine semplicemente disarmante.
Cosa volete?! ..una Regina conosce sempre alla perfezione il suo regno e i suoi sudditi!

Proprio la sua dieta e la sua selettività alimentare specifica, è quanto determina l'azione del PIA che voglia insidiarla; è qui che alla già problematica diffidenza ed attenzione su quanto le succede intorno, nonché alle accorte misure di sicurezza che assume nei suoi comportamenti, si apre un complessissimo quadro di situazioni a renderne ancora più difficile la cattura.

Sa Carina, cioè l'orata sarda, che è quella con la quale ho confidenza ed alla quale restringo il mio discorso, (non avendo esperienza di altre realtà) ha una particolarità: checchè se ne dica è presente tutto l'anno e fatta eccezione per il periodo strettamente invernale durante il quale gli avvistamenti son decisamente sporadici e non programmabili ma incontrandole, son più soggette a farsi sorprendere per la fame impellente e il rallentato metabolismo, è la primavera il periodo che comincia ad offrire al subacqueo buone possibilità di successo, sebbene su pesci piuttosto sottopeso rispetto alle dimensioni, magri e meno saporiti in relazione allo standard.

Con l'arrivo delle prime soleggiate e il riscaldamento superficiale dell'acqua, la vita nei primi metri comincia a risvegliarsi, ricresce la vegetazione e tutto si ripopola di plancton, piccoli crostacei e quantaltro, anche i cefalopodi cominciano a farsi vivi in maniera massiva (sopratutto le seppie, di cui l'orata è ghiottissima), da Marzo infatti inizia il loro periodo riproduttivo; si innesca insomma la catena alimentare nel primo sottocosta.

Le orate, che passano il periodo più freddo con scarsa mobilità e risparmio energetico, tendenzialmente in acque più profonde e tra gli anfratti, affamate e scarne, cominciano a pascolare risvegliate dal richiamo alimentare, iniziando a far sponda dal pelo di superficie (isolotti, sommi e battigia costiera) alle loro quote di provenienza.

E' il primo momento favorevole per insidiarle e saranno presenti fino a Dicembre, offrendo la presenza più massiva sopratutto in autunno che è poi il periodo della frega.


Vi descrivo il mio "idilliaco rapporto" con questi pesci


Amore.jpg

Tra il dire e il fare, giustappunto, c'è di mezzo il mare!
..e l'orata, è il pesce che a 360°, nei primi 15/20m mette alla prova più di ogni altro, la tecnica, la tattica, la capacità di osservazione e le conoscenze specifiche del PIA.

Importante è premettere che più crescono, più sono esponenzialmente difficili da fregare (perciò :rolleyes: diventano grandi)!
In considerazione del loro essere gastronomicamente viziate e pretenziose, l'azione è sempre improntata in base all'ambiente e alle condizioni del mare, pur senza sapere infatti cosa gradiranno quel giorno vi sono dei parametri che prendo in seria considerazione per capire come braccarle.

Sulle condizioni del mare a parte l'influenza che esercita sulla scelta dell'arma (sempre più lunga possibile in relazione a manovrabilità e stabilità di puntamento) puntualizzo che non c'è una vera regola, nel senso che c'è chi è convinto che girino con il mare calmo e chi è pronto a giurare il contrario!
A mia esperienza si trovano con qualsiasi mare e soltanto loro sanno nello specifico (almeno io non sono ancora riuscito a trarre delle conclusioni esaudienti) cosa faranno in un determinato frangente, allora cerco in tempo reale di leggere ambiente e condizioni per tentare di scovarle.

La prima cosa da fare è capire le differenze tra un ambiente e l'altro e le possibilità che questi ci offrono, quindi la tecnica da adoperare, sottolineando comunque che il successo in agguato non esclude la possibilità contingente di far colpo anche con un aspetto.

Gli ambienti in cui le bracco sono:


Spiagge estese che presentino un fondale alternato tra sabbia e distese di posidonia
(anche su distese rocciose).
Coste frastagliate granitiche (con o senza sabbia e cale eventuali o meno).
Coste di roccia mista (graniti, roccia calcarea) caratterizzata da ambiente di grotto.
Ciotolaie.
Coste frastagliate con sommi, picchi, graniti, scisti e canaloni
.

Quest'ultimo (Coste frastagliate con sommi, picchi, graniti, scisti e canaloni) è l'ambiente dove individuo di norma il maggior numero di pesci di peso, assolutamente difficili da mettere a paiolo.

Cap.jpg

In queste aree, l'orata si sposta (ma lo fa a prescindere ogni qualvolta ne ha la possibilità) lungo i canaloni che portano verso terra, percorrendoli sempre dal lato su cui si incanala la corrente o comunque da dove possa assicurarsi una buona ricezione della linea laterale e uno spazio libero rispetto alla superficie che le consenta di accorgersi per tempo di eventuali pericoli.

Procede tenendo preferibilmente il contatto col fondo, stoppandosi dove vi siano dei cumuli “planctonici” (massi isolati o altro) provocati dai giri di corrente o risacca.
Individuato il posto per banchettare, comincia a fluttuare, alternando una “copertura” delle proprie vibrazioni a piccoli spostamenti atti a liberare i suoi sensori per tenere sotto controllo eventuali incursioni nemiche; quest'ultimo è un atteggiamento costante che l'orata assume anche negli altri frangenti.
Laddove si creino dei seni costieri in cui mulina prepotentemente il foraggio, l'orata comincia a sollevarsi leggermente, sfruttando le correnti che portino il cibo verso di lei o che le consentano di staccare bivalvi eccetera, intenti a filtrare la sospensione presente; si mette spesso di piatto alla supercifie, captando facilmente qualsiasi nostro movimento ma anche rilevando con una specchiata la propria presenza e questa è una particolarità di cui bisogna sempre tenere conto per imparare a sfruttarla.

Alla base dei canaloni è difficile portare un agguato:


...dal mare aperto mi sgamerà di sicuro!

..costeggiando invece il canalone, avrò qualche possibilità ma la situazione deve consentirmi di vederla a giusta distanza nel momento in cui lei è di coda o più alta rispetto alla mia posizione.
Se individuo il pesce sotto di me, sulla caduta del canalone, la cosa migliore da fare è affrontare una discesa in copertura, spostandomi di alcuni metri sotto corrente, cercando di limitare al massimo i rumori, striscio lungo la parete, mi porto appena sotto la sua quota (sempre molto difficile mantenere l'assetto giusto perchè variabilità e alternanza di "situazioni" e quote operative mi impone di pescare con una piombatura "comoda e versatile") e risalgo molto lentamente, la stragrande maggioranza delle volte lei sente qualcosa e si sposta, ..quindi devo reindividuarla e tentare il tiro sempre abbastanza teso, spesso però capita che me la trovo sotto gli occhi per... un millisecondo!
Avete mai sentito lo schiocco sordo che produce sull'acqua il colpo di coda di una grossa orata prima che si dissolva nel nulla?

Gli agguati dalla superficie, seguiti da un brevissimo allungo in caduta, in questi casi pagano molto, ma sono più i tiri che vanno a vuoto a causa della difficoltà di puntamento nella risacca e della distanza, mai breve, che riesco a frapporre tra me e il bersaglio, nonché dal fatto che spesso l'orata fa in tempo a individuarmi e tentare lo scatto.
A volte vince lei a volte io!
Tra l'altro i percorsi richiesti sono lunghi perchè si incontrino un certo numero di esemplari, mentre l'acquaticità e l'esperienza nella risacca, sono determinanti perchè si operi senza far baccano e senza farsi male.

E' assai più difficile di quanto si possa credere e bisogna arrivarci per gradi, ma conoscere anche bene il posto specifico per non aver sgradevoli sorprese, comunque mai scongiurabili in assoluto!

Nei giusti orari, è molto fruttuoso l'aspetto, ma è anche relativamente casuale avere successo, perchè in realtà.. accade che sto sul fondo, lei arriva che non immaginava io fossi lì, sente qualcosa e devia verso la mia posizione.
E' faticoso e solitamente improduttivo perchè il fattore C in questi casi la gioca ovviamente da favorito, a meno di una forte sospensione e torbidità, che creino talmente tanto frastuono da rendere difficile il nostro rilevamento ma che nel richiamare i pesciolini che ci avvinghiano, scatena la curiosità e l'opportunismo dell'orata, galvanizzata da tanto "movimento", e allora diventa impertinente e incauta, ci darà un attimo, perchè la visibilità sarà scarsa e appena ci avrà individuati sparirà in un attimo nel torbido.

Cap dx.jpg

L'aspetto in questi ambienti è invece più proficuo col mare calmo.

L'azione richiede di pinneggiare il meno possibile e lasciarsi trasportare dalle correnti, scendere in aspetto ed appostarsi sopra la posidonia o i rialzi rocciosi, se possibile, preferibilmente, staccati dal fondo, sopratutto se sabbioso.
Gli aspetti non sono mai brevi e generalmente esasperanti:
...l'orata arriva da lontano, in genere comincia a puntarmi per un tratto e poi gira come un sioux, si sistema il sole di spalle, si solleva rispetto alla mia posizione e pronta a teletrasportarsi in un prodigioso balzo spazio-temporale, si avvicina lentamente.. guardandomi dall'alto verso il basso. A questo punto, se la specchiata della maschera non mi tradisce, è spiedata! ..infatti di norma si avvicina (polmoni permettendo) fino quasi a sbattermi addosso, l'importante è curare l'immobilità e l'affossamento del corpo perchè non recepisca le mie “misure”!

- Sparando all'aspetto col pesce che arriva di muso, in genere cucio la testa al pesce (2a e 3a foto mostrano i fori uno sotto l'occhio destro verso il centro del muso, l'altro sulla guancia sinistra) o lo colpisco da sotto le mascelle verso la pinna dorsale, a meno di un pesce diffidente che può obbligare a tiri da cecchino, tanto i pesci da "portata" (non da "porzione") offrono una unica possibilità di tiro e non torneranno mai più indietro neppure se si puzza di gamberetto! -

Quest'ultima argomentazione sul pescarle all'aspetto, è traslabile alla perfezione alle grandi zone sabbiose (miste a posidonia), dove l'agguato non offre possibilità tranne l'eventuale colpo del secolo, su un'orata suonata.
In questi ambienti però, accade che ci debbo passare tutto il giorno, infatti la presenza è sempre determinata dai cambi di mareggiata e vento, con conseguenti spostamenti massivi delle orate da una zona all'altra a seconda di come si modificano le correnti e quanto trasportano. Quindi vi sono degli orari imprevedibili in cui all'improvviso cominciano a girarmi attorno.
Il teatrino dura in media una o due ore, poi l'incanto finisce.

Le coste prettamente granitiche, fatte di sabbia, grandi massicciate, frane, eccetera, sono di difficile interpretazione ed a meno di conoscere dei passaggi precisi in cui il passo delle orate si perpetua negli anni, la tecnica principe è l'agguato lungo costa.
Sempre difficile! Sopratutto col mare mosso diventa più pericoloso che nelle aree precedentemente descritte, perchè le correnti entrano ed escono prepotentemente tra i massi affioranti.
Le orate qui si muovono molto e le si trovano sparse, nei punti spesso più improbabili; difficile è quindi sorprenderle a tiro, poiché in linea di massima non si hanno coperture costanti, ed allora l'improvvisazione la fa da padrone, una volta individuato il pesce bisogna imparare a valutare cosa è meglio tentare, se un capolino tra i massi fino a portarle a tiro (tiro sempre decisamente lungo), piuttosto che magari fare un agguato sul fondo o diversamente, tentare l'aspetto che.. a volte riesce, mai però su prede grosse, infatti le "vecchie volpi" in questi casi smettono di mangiare e si spostano cercando di valutare le nostre forme e le nostre intenzioni ed è rarissimo che un pesce oltre il kilo scelga di avvicinarsi. A volte, in questi frangenti, iniziano uno sfottò, allontanandosi quanto basta per controllarmi da lontano ma senza interrompere il proprio foraggiamento.

In ogni caso in queste circostanze si è sempre a rischio notevole di essere individuati.

Quirra.jpg

Gli aspetti, così come gli agguati in discesa, in questi frangenti hanno successo in prossimità dei pinnacoli o delle punte, sopratutto al tardo pomeriggio, laddove alla base vi sia una profondità che mi consenta di arrivare per diversi metri in discesa libera.
Qui, sfruttando le massicciate, pratico un misto di aspetto agguato, fino a portarmi di fronte agli spazi che offrano buona visuale generale, qualche bel pesce fa l'errore di farsi sorprendere o venirmi incontro.

E' la situazione più impegnativa dal punto di vista fisico, poiché l'acqua è per me sempre abbastanza profonda, le apnee spesso molto tirate e sono a fine giornata di pesca, quindi disidratato e affaticato.

Non ho neanche mai capito cosa grufolino in questi casi, visto che di norma stanno tra rocce nude e sabbia, ..forse cefalopodi? Mah!

Le ciotolaie sono forse l'ambiente migliore per farsi le ossa con l'agguato a questi pesci.
Impossibile, a causa dei contrasti luminosi che le pietre provocano su di noi e dell'impossibilità di far sparire le nostre pinne, vederle arrivare all'aspetto, fatta eccezione per eventuali frangenti specifici in cui striscie di sabbia costeggiano il ciotolato in entrata verso la battigia, sempre che però vi sia qualche ciuffo d'alga o eventuale masso dietro cui nascondersi.

Agguati al freddo.jpg

La condizione necessaria è che la ciotolaia finisca con delle rocce più grandi dove i marosi (mai forti) infrangano verso il bagnasciuga, in maniera che possano offrire copertura a noi e loro.
Qui, le orate grufolano come forsennate per papparsi la notevole presenza di lumachine, paguri, patelle, gamberetti e granchietti, ma sono molto attente a quanto succede intorno. Si tratta di capire la velocità di percorrenza da impostare e stare sempre pronti a brandeggi immediati e tiri d'imbracciata, ..il duello dura pochi, fulminei.. attimi.

Centro.jpg

Importante è imparare che le orate al momento del tiro in acqua bassa, sorprese all'agguato, riescono sempre ad avere un attimo di reazione tentando la fuga, ciò comporta una fulminea rotazione del corpo con sollevamento della coda che fa finire la freccia nella zona ventrale,

Extremis.jpg

è importante allora imparare ad indirizzare "coraggiosamente" la mira sempre al di sopra della linea laterale per avere migliori chances di successo.

Il grotto è l'ambiente a me più ostico in ogni senso!

Odio la tana e la confusione che crea nel mio assetto mentale una megalopoli di abitazioni per pesci!

So per certo che in questi ambienti ve ne individuo molte, sempre però parecchio lontane e caute, quelle piccole (max 500g), in questi posti arrivano all'apetto con estrema facilità, ma l'atteggiamento è in controtendenza alle certezze che ho altrove, infatti non rispettano l'astuto accorgimento del sole alle proprie spalle, variando ininterrottamente la direzione di arrivo!
Di tante orate che ho preso in vita mia, in zona di grotto ho fatto, ahimè, .. 2 sole catture decenti.

Per quanto riguarda la possibilità di catturare le orate in tana, durante i normali periodi di pascolo, i rari eventi che ho vissuto hanno coinciso con momenti di mareggiata entrante, oltre quote di 10m di fondo e si sono "imbucate" per avermi visto improvvisamente arrivare a pochi metri da loro, grufolanti in zone ricche di scogli, quindi un rifugio di estrema emergenza conseguente ad una incontrollabile frenesia alimentare.

Non so come funzioni alle grandi quote, ma per certo si effettuano belle catture, siano realizzate all'aspetto, all'agguato o in caduta ed il tiro su un'orata di peso non è comunque mai snobbato, anzi, decisamente sempre ambita, anche dai più forti profondisti.


orat3.PNG

In caduta invece mi capita talvolta che in Primavera, durante le prime accostate, sorprendendole durante i loro spostamenti, si siano appiatite ad uno scoglio del fondo, tentando un improbabile camouflage a righe. Anche in questi casi, quote superiori ai 10m, ma qui detengo un record, ...le riesco sempre a sbagliare clamorosamente!

Questi pesci sono alquanto intelligenti, e nonostante spesso possano girarci attorno mentre all'aspetto, a prescindere dalle quote di esercizio, le ammiriamo in un ipnotico carosello, capiscono alla perfezione la funzione del fucile subacqueo,

orat2.PNG

tanto che talvolta ho avuto l'impressione che conoscano, tipologia e capacità di offesa delle suddette, anche in relazione a lunghezza ed armamento!


Luglio 1982; ore 07:40; Poetto.

Entro in acqua a fare qualche cannolicchio ed eventuali soglioloni, rombi e aragne corpulente, sempre armato di fiocinetta a mano che pedagna il palloncino. Dopo alcune decine di bivalvi messi nel retino, mi sento come osservato, ..sarà!?
Altra discesa, estraggo uno, ..due, ..tre, ...faccio per infilare nuovamente le dita nella sabbia per il 4° cannolicchio e vedo 4 occhi grandi come la fame che mi osservano da un metro di distanza!

..allungo un cannolicchio e .. scrock! .. pappato!

Trattasi di 2 orate (avevo all'epoca 12 anni, chi ne aveva mai viste così grandi?) sui 5/6kg cadauna che scatenano in me un fiume di emozioni!
Torno verso la fiocina poggiata sul fondo, scendo e prendo 2 cannolicchi, ..le orate mi stanno ad un metro, ..prendo lentamente la fiocina e loro si portano a 2 metri di distanza, ..toh!?
..lascio la fiocina e si precipitano al distributore automatico di bivalvi!,

...me le porto appresso, ..corro fuori dall'acqua ed esaltatissimo, prendo il mio Mares “Bess”, torno in acqua e le oratine mi rintracciano immediatamente, a questo giro si tenevano lontane 3 metri da me (troppi per il mio mollaccione), allora mi dico che non è possibile, prendo i cannolicchi ma non si avvicinano, ..lascio il fucile e mi vengono praticamente addoso; ..lo riprendo e si allontanano, scarico il fucile e.. con l'asta che pende, mi vengono incredibilmente addosso! ..prendo l'asta in mano e lascio l'arma e loro si riallontanano!


Vaff...!!!!! Se questa non è abilità meccanica, spiegatemelo voi!


Quelle Orate han “campeggiato” tutta l'estate '82 al Poetto a scroccare cannolicchi a me e ad altri, ma nessuno è mai riuscito a prenderle!
Poetto.jpeg

Tutt'oggi in quel della nota spiaggia di Cagliari, uso sfamare orate da compagnia mentre prendo qualche cannolicchio da gratinare!

Buon mare a tutti!
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Ultima modifica di ragnetto il martedì 4 marzo 2014, 11:05, modificato 7 volte in totale.
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda Daniele » venerdì 7 marzo 2014, 19:25

Grazie ragnetto, per questo tuo bellissimo articolo !
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda fofo' » venerdì 7 marzo 2014, 20:11

Complimenti davvero un bel articolo .
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda pegaso51 » venerdì 7 marzo 2014, 21:25

Bella descrizione
sono daccordo con te l'orata e ci metto la corvina
sono tra le prede più ambite da prendere alcune volte solo da ...filmare
Un saluto
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda fabio fama' » venerdì 7 marzo 2014, 22:27

Andrea...come al solito hai sfornato un articolo degno dell'enciclopedia del mare... :o.k: anzi...per noi, sicuramente più interessante!!! Articolone da fare invidia alle riviste più blasonate... :clap: :clap:

P.S. peccato che nella mia zona (nel messinese) le orate sono praticamente sconosciute... :mmm: sarà il tipo di fondale...ci sono in tutta la Sicilia, tranne dove vivo e pesco... :doh:
Il mare non ha paese ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare... (G. Verga)
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda ragnetto » sabato 8 marzo 2014, 7:47

fabio fama' ha scritto:...ci sono in tutta la Sicilia, tranne dove vivo e pesco...


:risatina:


Daniele ha scritto:Grazie ragnetto, per questo tuo bellissimo articolo !

... Grazie per il generoso 'apprezzamento ma non esageriamo, :) si fa quel che si può!

:police: Però, va bene qualche svista ortografica (nello scrivere tanto e veloce, sotto l'effetto del virus influenzale e la cateva di medicinali che avevo in corpo ...) ma guardati qui come cambia il tempo verbale :eek: ..!
ragnetto ha scritto:In caduta invece mi capita talvolta che in Primavera, durante le prime accostate, sorprendendole durante i loro spostamenti, si siano appiatite ad uno scoglio del fondo, tentando un improbabile camouflage a righe


..non si può leggere!! ..ed ora chi lo corregge?
Ultima modifica di ragnetto il sabato 8 marzo 2014, 7:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda g.shark72 » sabato 8 marzo 2014, 7:53

bellissimo articolo.....davvero ben fatto :clap: :clap: :clap:
andrea davvero i miei complimenti :clap: :o.k:
il mare.........un'emozione infinita

censito: 352501


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Re: A pesca di Orate

Messaggioda iw9gxt » sabato 8 marzo 2014, 8:41

Compimenti, ottima descrizione
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Re: R: A pesca di Orate

Messaggioda solaris » sabato 8 marzo 2014, 9:16

Complimenti Ragnetto, ho letto tutto l'articolo, bello ed interessante, esprime tutta la tua passione ed esperienza. Bravo !

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Re: A pesca di Orate

Messaggioda Vito Fasano » sabato 8 marzo 2014, 9:45

Buona lettura a tutti!!
Davvero un articolo di altissimo livello
La scienza ha il compito di dare risposte nuove a domande vecchie.
Tutto quello che ha un inizio ha una fine.
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda Riky » sabato 8 marzo 2014, 11:02

Si vede proprio che ti piace l'orata in tutte le sue sfumature (sembra la tua amante :)) ! A parte gli scherzi, hai fatto uno splendido resoconto dei vizi e delle virtù di questo splendido animale, complimenti! ;)

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Re: A pesca di Orate

Messaggioda Siniscam » sabato 8 marzo 2014, 16:05

Articolo molto istruttivo e piacevole da leggere.
Grazie Andrea! :o.k:
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda roby 60 » sabato 8 marzo 2014, 18:22

Un articolo di altissimo livello...Andrea sei mitico!!! :o.k: :o.k: :o.k: ... :ciao:
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda fabrizio13 » sabato 8 marzo 2014, 21:16

Bravo Andrea, bell'articolo, grande!!!
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda liquo » sabato 8 marzo 2014, 21:51

Veramente bell'articolo! Anche io sono un appassionato di orate e nonostante la mia poca esperienza di pesca in apnea ho avuto modo di prenderne diverse in estate...soprattutto dopo aver fatto qualche riccio per le linguine serali!
Ciao
liquo
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda il Fabio » sabato 8 marzo 2014, 23:49

Andre ho letto il tuo "trattato" solo ora, con calma!!!
I complimenti sono d'obbligo!!!! :clap2: :clap2:

Traspare tutta la tua passione per questa "regina" del mare!!!....quei posticini poi....non vedo l'ora di tornarci!! :risatina:
Complimenti anche a Fabrizio per le altre foto....quella con il branco di orate è fantastica!!
:o.k:
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda rnapoli4785 » domenica 9 marzo 2014, 17:39

Complimenti poetico all'inizio e molto interessante subito dopo. Ottima lettura utile per far ricaricare la voglia e l'energia.
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda dentice » domenica 9 marzo 2014, 20:47

Gran bell'articolo e racconto, Ragnetto !! Certo che devi essere molto fortunato per vivere in un posto per noi amanti del mare a dir poco meraviglioso e molto ricco di pesce !! :o.k: :ciao:
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda dragoniss » lunedì 10 marzo 2014, 9:57

seriuuuuu!!!! bellissimo rintervento il tuo , e le orate le incontro anch'io quando prendo cannolicchi al poetto ed e' capitato anche a me di vedere da vicino se ho l'asta con la fiocina non si avvicinano ,,,,confermo .Ciao a tutti e BUON MARE
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Re: A pesca di Orate

Messaggioda orazio66 » martedì 11 marzo 2014, 17:34

bellissimo articolo ,si vede che è da tanto tempo che gli hai messo gli occhi addosso
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