Moby Dick

Cultura e storia del rapporto tra l'uomo ed il mare.

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Moby Dick

Messaggioda Daniele » sabato 17 ottobre 2009, 9:34

Il mio nome è Ismaele. Questo racconto comincia quando, rimasto senza il becco di un quattrino e senza lavoro, pensai di imbarcarmi, dato che il mare ha il potere di liberarmi dalla malinconia. D'altra parte, l'acqua è un elemento fondamentale della vita degli uomini; basta osservare la gente che si ferma sui moli, a contemplare l'oceano, con lo sguardo perduto nell'infinito. E i ragazzi? Perchè prima o poi vengono presi da una voglia matta di mettersi in mare?

Così comincia "Moby Dick" il capolavoro di Herman Melville (1819-1891) scritto nel 1851.
Questo libro non può e non deve mancare nella libreria di una persona che ama il mare.
E' un romanzo che ho letto da adolescente e che ho riletto l'estate scorsa con sommo piacere.

La storia viene narrata in prima persona da Ismaele che imbarcatosi a Nantucket sulla baleniera Pequod, comandata dal capitano Achab, si ritrova a vivere un'avventura mozzafiato culminante con l'inseguimento e la caccia a Mody Dick, la balena bianca, che in realtà è un enorme quanto mitico e temuto capodoglio, che avendo staccato una gamba ad Achab ne è diventata l'ossessione.

Nell'immagine, una baleniera.
baleniera.jpg

Il romanzo potrebbe sembrare soltanto una storia di caccia alle balene e, forse, per questo non ebbe da subito successo. Ma in Moby Dick c'è davvero molto di più. Infatti, il protagonista alterna scene di vita quotidiana degli antichi balenieri, a riflessioni sociologiche, religiose, artistiche e flosofiche, creando un mix coinvolgente e che stimola il lettore più attento ad andare oltre al testo e ad interpretarlo, spinto anche da numerose citazioni di racconti e avventure epiche che vanno dalla Bibbia a Shakespeare.

Uno degli aspetti che più mi ha colpito è l'enorme larghezza di vedute e la tolleranza che l'autore ha per le altre culture. Infatti, Ismaele compie non solo un viaggio fisico ma anche un viaggio interiore in cui supera il retaggio dei tipici preconcetti dei "bianchi" nei confronti dei "selvaggi" (divertentissimo l'incontro con quequeg con cui è costretto a dividere il letto nella locanda) arrivando ad apprezzare e stimare le persone con culture differenti dalla sua e, direi, dalla nostra.

Il cannibale, venditore di teste, Quequeg
Queequeg.jpg

In questo senso il mare assomiglia alla "livella" di totò, in quanto lontano dalla terra ferma ogni vita umana ha lo stesso valore delle altre, poichè tutte sono nella stessa condizione precaria a causa dei pericoli rappresentati dall'enormità del "grande blu" e dei suoi abitanti.
In particolare, l'altruismo e l'eroismo dei balenieri rappresentano egregiamente la bontà d'animo insita in ogni uomo e la consapevolezza che solo unendo le proprie forze di possono ottenere dei grandi risultati e, in alcuni casi, salvare la propria "pellaccia".

Concludo, invitando tutti coloro che non hanno mai letto "Moby Dick" a farlo al più presto, e coloro che lo hanno già letto a trovare il tempo di rileggerlo. Ovviamente, non vi dico nulla su come finsice il roamnzo perchè sarei troppo crudele!

Sarà mio grande piacere fare una "Gam" con ognuno di voi, se avremo modo di incontrarci in mare.

Un'immagine che rappresenta la caccia a Moby Dick
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Re: Moby Dick

Messaggioda tarcioz » sabato 17 ottobre 2009, 9:43

AAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH l'ho letto anch'io tante volte quando avevo non più di 10 anni...e da piccolo me la raccontavano prima di addormentarmi...che figata...e che ricordi...questa non me l'aspettavo..Grande Daniele!! :D

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Re: Moby Dick

Messaggioda fabio74 » sabato 17 ottobre 2009, 9:58

Questo per tutti quelli che pensano che "noi" non amiamo il mare nella sua completezza.Grande suggerimento ed ai giorni nostri , con le orribili scene di caccia alla balena, non si può che tifare per quel mostro bianco!!

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Re: Moby Dick

Messaggioda Antonino_S » sabato 17 ottobre 2009, 10:15

questo è un romanzo fantastico
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Re: Moby Dick

Messaggioda Daniele » sabato 17 ottobre 2009, 12:10

fabio74 ha scritto:Questo per tutti quelli che pensano che "noi" non amiamo il mare nella sua completezza.Grande suggerimento ed ai giorni nostri , con le orribili scene di caccia alla balena, non si può che tifare per quel mostro bianco!!


Non dimentichiamo, però, che il contesto storico e scientifico è notevolmente mutato rispetto alla metà degli anni '50 del 1800.

All'epoca chi partiva sulle baleniere, lo faceva ben sapendo che c'era un'alta probabilità di non tornare a casa.
Inoltre, la caccia era un vero "corpo a corpo" effettuato con arpioni a mano e piccole imbarcazioni a remi.
Senza dimenticare che si navigava a vela (nel racconto si parla ampliamente della bonaccia che bloccava le navi in mare anche per settimane), e che ogni viaggio durava almeno 3 anni, magari senza vedere terra e senza nessuna possibilità di essere soccorsi in caso di pericolo. Per non dimenticare la pellagra e le altre malattie di cui soffrivano i marinai a causa dell'inadeguata alimentazione sulle navi.

Niente a che vedere con gli strumenti offerti dalla attuale tecnologia: rilevamenti satellitari, sonar, GPS, cannoni lanciarpioni, navi a motore, elicotteri per avvistare più facilmente i branchi di balene, gru meccaniche per issare le prede sulla nave, telefoni satellitari, radio, frigoriferi per conservare il cibo, etc etc. etc. etc. etc.

Insomma, la caccia alla balena attuale non ha nulla a che vedere con quella di quei tempi, in quanto all'epoca il confronto tra uomini e balene era molto più "equo".
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Re: Moby Dick

Messaggioda FrancescoGrecia » domenica 18 ottobre 2009, 9:50

Questo libro non l'ho mai letto. Peccato! Ma la cosa che mi ricordo che mio nonno con tanto amore me lo raccontava! :ciao:

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Re: Moby Dick

Messaggioda giulio » domenica 22 novembre 2009, 18:50

daniele ero convinto che valesse molto meno come libro, limitandosi alla caccia alla balena. vista la presentazione che ne hai fatto lo metto nella lista dei libri che devo leggere, non appena finosco quelli di scuola
nella lista c'è anche un altro libro che ho trovato in biblioteca per caso e che ho fatto leggere alla mia ragazza, anche lei brava lettrice :lovely: , e sembra che sarà proprio da postare qui visto le affinità col nostro settore, ma per ora non rivelo niente :fischio:
"Un vecchio pescatore maldiviano un giorno mi disse:io non so neanche nuotare, ma vorrei darti un consiglio; aveva una noce di cocco in mano, la voltò, e face cadere del latte di cocco in mare, poi prese un pezzo di corallo e lo gettò in mare. Mi disse: ogni volta che vai in acqua cerca di essere come il latte di cocco, non come il corallo, perchè il corallo è ancora un pezzo di corallo, il latte di cocco ora è il mare."
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Re: Moby Dick

Messaggioda giulio » domenica 3 gennaio 2010, 19:41

il libro è "squalo bianco", la storia un po di fantasia si rifà al nazismo e in particolare a un esperimento mirato alla creazione di uomini anfibi; interessante per le informazioni relative alla subacquea, come la pressione, i rischi che si corrono e simili ma pensavo ne parlasse di piu.
un bel libro comunque da leggere :ciao:
"Un vecchio pescatore maldiviano un giorno mi disse:io non so neanche nuotare, ma vorrei darti un consiglio; aveva una noce di cocco in mano, la voltò, e face cadere del latte di cocco in mare, poi prese un pezzo di corallo e lo gettò in mare. Mi disse: ogni volta che vai in acqua cerca di essere come il latte di cocco, non come il corallo, perchè il corallo è ancora un pezzo di corallo, il latte di cocco ora è il mare."
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Re: Moby Dick

Messaggioda passioneblu » domenica 3 gennaio 2010, 20:12

he he !!! Grande !!!
L'ho letto da ragazzo come tanti altri libri che in qualche modo hanno a che fare con l'acqua salata.
Con l'immaginazione che si ha a 10 anni poi... ...storie quasi vissute :D

:ciao:
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Re: Moby Dick

Messaggioda voltage » venerdì 19 novembre 2010, 17:46

io l'ho letto quando ero ragazzo... ma mi hai fatto tornare la fantasia di rileggerlo
se lo trovo lo prendo :o.k:
Quant’è bella giovinezza
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto sia:
di doman non c’è certezza.



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