http://www.lanazione.it/firenze/cronaca ... oria.shtml
http://www.sottacqua.info/2011/02/ciao-bubi/
Mi pare doveroso, tuttavia, portare a conoscenza del forum la sua opera SUB - L'ENCICLOPEDIA DEL SUBACQUEO, due strepitosi tomi risalenti al '68, documentatissimi e permeati da un amore per il mare che travalica ogni ambientalismo d'accatto .
Sorprendente l'incipit: l'autore preconizza che la ricerca nelle profondità marine sarà molto più proficua e fruttuosa di quella aereospaziale. La recente ammissione USA sulla sostanziale inutilità dello sbarco sulla luna sembra dargli pienamente ragione...
Inoltre Olschki, prima di parlare di subacquea, si chiede "perchè" l'uomo torni sott'acqua. Una riflessione fondamentale che fornisce una dimensione più diversa e profonda al nostro rapporto col mare e forse con l'intera nostra vita.
Notate come, pur attribuendo alla caccia un ruolo chiave nella scoperta della profondità, l'autore si soffermi a lungo sulla bellezza dell'ambiente sottomarino utilizzando parole traboccanti rispetto e amore nonché dissertando di fotografia con estrema padronanza tecnica.
" La prima cosa che ti viene in mente è fotografare" afferma a un dipresso Olschki, ed infatti il libro è ricchissimo di splendide foto a colori, costose e difficili da scattare per l'epoca.
Posiamo facilmente immaginare che la sua competenza tecnica ( parla di obiettivi e pellicole come un collaudato professionista della fotografia) fosse dovuta anche al suo amore per l'archelogia subacquea, oltre che alle conoscenze sull'immagine e la stampa connesse al lavoro editoriale.
Un sub a tutto tondo, dunque, colto ed appassionato, che già all‘epoca avverte tutti i pericoli di uno sfruttamento senza discrimine della risorsa marina.
Guardate poi come argutamente Olschi ricostruisce la storia della subacquea:
1. Ecco l'immagine di Cleopatra che, secondo il noto aneddoto, fa attaccare un pesce all'amo di Marcantonio ( buon guerriero ma modesto pescatore invero) da uno schiavo che rimane sott'acqua respirando mediante un otre usato a mo' di respiratore. Alla fine Antonio scoprirà che in realtà il pescione è un baccala sotto sale, e sulla barca tutti rideranno di lui!
2. ...e gli indigeni che si tuffano per verificare i danni allo scafo della nave di Magellano.
3. Il sub ipotizzato nel "De re militari " di Vegezio.
4. ....e quello PINNATO ideato dall'abate Borrelli nel 1679.
5. Uno studio per una improbabile macchina da recupero animata da un poveretto insaccato a mo' di verme marino ( mai sarebbe sopravvissuto!)
6. .. e i pescatori di spugne che s‘affondano mediante un precursore della slitta "no limits": pare che con quella rudimentale pietra arrivassero fino a -50 metri!
Nel tomo in esame ogni affermazione è suffragata da dati, circostanze, immagini, foto, aneddoti.
Secondo le ricerche di Olschki il primo sub della storia potrebbe essere stato addirittura Alessandro il macedone, il quale si fece calare sott'acqua protetto da un barile finestrato a vetri.
Tuttavia dopo gli esperimenti di subacquea a scopo bellico perseguiti un po' in tutto il mondo conosciuto, pare che il mare verticale - a quanto ci dice Olschki- sia stato abbandonato per centinaia d'anni, almeno fino agli studi leonardeschi ( mai realizzati e puramente speculativi, come sappiamo). Seguirono nei secoli diversi tentativi piuttosto azzardosi e poco proficui ( come attestano chiaramente alcune delle immagini precedenti) fino alla recentissima scoperta del mondo sommerso .
E qui incomincia la disamina enciclopedica della moderna subacquea, delle attrezzature e delle tecniche.
Ovviamente Olschki, all'epoca appena 45enne, non può fare a meno di mettere in evidenza un argomento che appassiona sommamente tutti i subacquei del mondo...
LA GNOCCA
! Infatti molti paragrafi del libro ( pinne, respirazione, attrezzature etc.) sono commentati da splendide ragazze in costume.
A parte gli scherzi, Olschki tocca TUTTE le sfaccettature della attività subacquea, anche le più complesse : ottica, galleggiamento, allenamento, acquaticità...
...ed è quindi evidente che la scelta di inserire "dimostratrici" in costume serva ad alleggerire gli argomenti più strettamente tecnici e forse un po' ostici per i sub meno allertati. Ricordate che siamo nel '68 italiano, un mondo in BN , maschilista e piuttosto bacchettone, quindi una modella in costume succinto ispirava ben altre sensazioni rispetto ad oggi e poteva invogliare a leggere un capitolo che altrimenti sarebbe stato saltato a piè pari.
Un consiglio che "giro" sommessamente ai fanatici di grafici della velocità d'uscita , tortigrammi sulla torsione del fusto, equazioni sul rapporto tra elastici diversi, diagrammi di spin dell'asta, etc etc etc.
Certo, non è sempre necessario usare signorine occhieggianti, ma un po' di leggerezza non guasta mai.
Sempre per amore della scienza, s'intende!
Bando alle celie: il primo capitolo finisce qui.
Nel prossimo articolo continueremo a leggere insieme e commentare il primo tomo di questo splendido esempio di "editoria subacquea".
Vi lascio con una immagine , ancora una volta, storica. Osservatene i dettagli e desumetene il rapporto tra l'uomo, la donna, la scienza, il mare.
Al prossimo appuntamento!
pierl
Staff Tecnico
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ottima recensione.













