-Buongiorno signore!
Mi scusi, il comandante vuole parlare con lei...
;Disse in Inglese il cameriere assegnato alla mensa ufficiali
<Con chi?
Con me?> gli chiesi sorpreso...
Mi girai verso i miei colleghi e sussurrai ...
<E che min**** vorrà mai da me...?>
Poi mi avviai verso la loro sala da pranzo confabulavo tra me e me:
<Tonino, quando il diavolo ti accarezza vuole l'anima!>
Entrai e vi trovai seduti al tavolo il direttore di macchina ed il comandante.
-accomodati! accomodati pure :disse costui-
-gradisci un bicchiere di vino?-
E subito, al mio cenno il cameriere ne verso un po’ nel mio bicchiere. ..
-Dunque mi è giunta voce che tu sia un bravo pescatore subacqueo.-
Li per li rimasi un po’ spiazzato dalla domanda fuori tema poi
subito dopo, mi apparve la nuvoletta con la faccia di Daniele.
Daniele era un ragazzo che abitava dirimpetto casa mia.
Nel 2005 conseguii in Finlandia un titolo di studio specifico ed intrapresi il mio percorso professionale lavorando come tecnico elettronico per sistemi marini di propulsione diesel elettrica sulle grandi navi da crociera americane, Daniele invece, si era appena
diplomato nello mio stesso istituto ma più giovane di me di 15 anni, Lui voleva intraprendere
quella strada e così gli diedi qualche dritta.
In seguito venne assunto come cadetto e per puro caso me lo ritrovai sulla stessa nave e per dipiù come mio allievo.
Solo lui sapeva e solo lui poteva essere stato a “cantare”.
Chi altro se no?
Lui mi vedeva entrare ed uscire di casa con muta e pesci.
Lui!
<Mannaggia attè!>
esclamai mentalmente mentre i miei occhi incrociavano quelli del comandante.
Questi attendeva ancora la mia conferma e mentre mi ero perso per un attimo, il direttore di macchina intervenne:
-Tonino !
Domani mattina sei esonerato dal servizio prenderai il tuo riposo settimanale e sempre per domani mattina
all'arrivo in porto ad Half Moon Cay, il pilota porterà a bordo un fucile...da pesca
Il comandante ti darà un marinaio ed il terzo di coperta e nel mentre proveremo in mare il rescue boat tu potrai andare a pesca-
La cosa mi sorprese e non poco tanto che
Per un attimo mi parve di vederli con le orecchie ed i baffi ,entrambi erano diventati il gatto e la volpe ed io mi sentii un burattino ma al posto del naso c`era un bell`arpione.
Il comandante aggiunse :
-Passa poi dal banco escursioni e ti fai dare pinne maschera e snorkel-
Il mio primo assenso fu un sorrisino malizioso poi gli risposi:
<Va bene comandante!
Buon pranzo! >
e mi congedai.
Tornai al mio tavolo per il pranzo e presi al balzo Daniele :
<Cip cip ...sei come i passerotti devi cinguettare sempre tu ah?>
e lui:
-Aaantoo! non c'è nulla di male ho fatto vedere alcune tue foto al Direttore e da li...-
I miei sospetti quindi erano fondati!
Giunse la mattina del misfatto ed io ero già in trepidazione che dovetti però celare con
una mitezza fittizia, giusto per emanare quel tocco di freddezza mista a professionalità.
Dopotutto ero li per lavoro.
Il punto d`incontro era a prua a dritta vicino al rescue boat, appena arrivato venni invitato a salire.
-Ammaina!-
Disse in inglese il terzo di coperta al marinaio e per un attimo sentii un lieve vuoto poi iniziammo a scendere.
Eravamo sul battello veloce di ricerca e stavamo guadagnando il mare.
Appena misero in moto mi guardai intorno e riconobbi a bordo uno strano involucro, dentro c'era un arbalète, un 90 con elastico il lattice e taitiana, mi rincuorai nel vederlo.
Girammo un promontorio ,lontano da occhi indiscreti ed il mio barcaiolo d’élite, Ciccio,
mi disse:
-Tonino dove vuoi che mi fermi?-
Io lo guardai un po’ confuso tirando su il mento e gli risposi:
< proviamo laggiù, vicino alla costa, li mal che vada ci metto un secondo ad uscire fuori.
Piuttosto tu col battello non ti allontanare non si sa mai che qualche squalo mi venga addosso>.
Ciccio era un ufficiale di coperta delle parti di Catania e non a caso venne incaricato dal comandante., anche lui era un pescatore, di lenza e palamito, ma pur sempre uomo di mare era.
Egli acconsentì ed io mi sporsi dal natante sputai sulla maschera la sciacquai poi con un balzo in avanti discesi in acqua armato di fucile,
<il battesimo> pensai, per la prima volta immerso nelle acque dell`Atlantico occidentale.
Che spettacolo!
Mi parve di vedere mille pupille dentro i miei stessi occhi.
Era tutto un movimento di forme e colori.
Al tonfo d'ingresso in acqua mi puntarono subito un gruppo di grossi barracuda ,ricordo ancora i loro enormi denti in
mostra ed il colore grigio piombo con una focata zebratura nera.
Virarono poco dopo e mi accerchiarono studiando la mia sagoma biancastra.
Per un attimo ebbi qualche perplessità sulle loro reali intenzioni, poi però al minimo cenno di brandeggio del fucile scodarono nervosi e si portarono distanti per poi ricompattarsi una ventina di metri più in la.
Dovetti farci l'abitudine a quei loschi individui perché non mi abbandonarono più per l`intera
giornata ed inoltre non mancò nemmeno qualche fugace contatto.
Iniziai a studiare il fondo, sotto di me, pietre lisce e coralli di ogni forma e
colore.
Notai subito una immensa quantità di acuminatissimi ricci di mare.
Era chiaro!
C'era da te tenere gli occhi bene aperti quello non era il mio mare ed a farsi male sarebbe stata solo questione di poco.
Decisi di scendere sugli 8 metri d'acqua vedevo all'infinito <neanche il vetro ha la stessa trasparenza> pensai.
Mi appostai ed eseguii un mediterraneo aspetto con tanto di richiamo!
Rimasi a bocca spalancata mi vennero incontro due enormi cernie Goliath di 50 e più kg e si fermarono sopra gli elastici! A 40 cm dalla mia faccia, Io le ammirai timoroso e dopo qualche secondo tolsi il disturbo e risalii con queste due sagome che impennarono in candela per
accompagnarmi col loro sguardo fino alla superficie.
<Ciccioo ci sono due cernie, due vacche!>
;urlai verso il battello tirando il fiato
Ciccio, spontaneamente, mi rispose :
-E pigliale no?-
<Con cosa? con lo stuzzicadenti che ho in mano Ciccio?>
;gli risposi
<Non gli trapasserei nemmeno le idee!>
E poi, erano così belle che mai avrei potuto farlo, mai!
<Vedo di prendere qualcosa va...che qui a furia di contemplare va a finire che stasera mangiamo tonno in scatola e salmone affumicato> rimisi il boccaglio in bocca e ripartii.
Eseguii la capovolta ed immediatamente notai sotto un masso due strani filamenti che fuoriuscivano da un lato.
Mi parvero da subito molto familiari.
Scesi ed approcciai il macigno girandomi sotto sopra:
Sbang !
Partì il primo colpo, dopo, tirai l'asta e risalii.
Espirando urlai <Cicciooo questa ce la facciamo con gli spaghetti!>
-Miii bella!!- rispose
Ciccio con quella faccia da buongustaio, mi parve di vederlo con la bavetta per la pappa dei bambini.
Portai l`asta verso la mano tesa del marinaio, li trafitta c`era una splendida aragosta di oltre 2 kg.
Le aragoste in oceano si possono pescare senza particolari restrizioni ed io ne approfittai.
Quel giorno memorabile conclusi il mio battesimo con 19 aragoste ed un carniere di circa 22
kg di nobili e sudatissimi red snappers.
Sudati si! E non per l`eccessiva difficoltà nella cattura quanto per la lotta a bastonate contro i barracuda, altrimenti non mi avrebbero lasciato portar su nemmeno un pesce.
-Tu si pazzu!
Pazzu totale!-
Esclamò in siciliano, Ciccio.
-Ma che fai a botte coi barracuda?
Ci vuole coraggio e se non lo avessi visto coi miei occhi non ci avrei mai creduto-
disse scuotendo il capo.
Per me invece era tanta l`adrenalina in corpo che non pensavo alle loro fauci,
incoscientemente avevo rischiato qualche morso ma li per li non mi resi conto.
Giunti sotto bordo, il marinaio agganciò il battello e Ciccio impugnando la radio coordinò la risalita del battello fino al ponte d`imbarco.
Lì come una scena da film, c`erano il comandante ed il direttore in trepida attesa, cercavano in qualche modo di scorgere qualcosa che li rassicurasse sull` esito della cena.
-Tonino! Beh?
Come è andata?- chiese il comandante.
Io non mi scomposi più di tanto, piuttosto gli chiesi se durante la mia assenza vi fossero stati dei problemi tecnici.
Venni rassicurato immediatamente ed altrettanto velocemente la domanda virò ancora sulla
resa della battuta di pesca, finche` Ciccio, portato a termine l`operazione di ricovero del natante, tirò via di scatto un telo verde che copriva un cumulo di pesce e antenne:
-traac! E allora ? Comandante, che ve ne pare?-
D`improvviso vidi solo volti golosi, sorridenti ed illuminati da strane fantasie culinarie.
Rimasero tutti a bocca aperta, la sera lo spaghetto venne preparato non dal cuoco di certo, che non essendo italiano avrebbe in qualche modo “deluso” le larghe aspettative tricolore di tutti noi, Italiani di frontiera.
Noi siamo e restiamo il popolo che mangia per il gusto ed il profumo non per riempire di certo lo stomaco come un sacco , per noi il cibo è cultura!
Franco il secondo ufficiale di macchina , un ragazzo Sardo molto bravo in cucina arrivò trionfante nella sala del comandante, al suo seguito 4 camerieri con altrettanti vassoi con le aragoste al pomodorino ciliegino ed una montagna di profumatissimi e fumanti spaghetti al dente!
Un sogno!
Attorno al tavolo tutti gli ufficiali eravamo seduti ed avevamo un aragosta a testa sul piatto , poi un solo bicchiere di vino.
A seguire i dentici snapper al forno.
Roba da ricchi! Mi vennero subito in mente quelle cene monarchiche.
Ananas, Mango e Papaia,
Gelato butter pecan e tortino di cioccolato cuore caldo.
Subito dopo il cambio per permettere a chi di guardia di cenare con tanta bontà per forchette tricolore.
Poi, tutti insieme al bar tra buona musica e chiacchere animate in perfetto stile Italiano.
Poi quella bellissima giornata cedette nuovamente il passo al dovere.
Passò più di un mese e venni nuovamente convocato dal gran consiglio del magna-magna libertarum:
-Tonino!
Domani ci sei?-
mi chiese il grande capo
< a pesca? …certo che si!>
risposi
-Domani viene anche il Direttore , poi vuole venire il capo commissario e poi…-
e mentre il comandante continuava ad elencare gli ospiti, pensai e di riflesso siculamente sussurrai:
<Assai ni fecimu sta volta!>
Fu un dato di fatto ma anche un presentimento.
Mai sottovalutare i presentimenti, noi pescatori abbiamo a che fare con la quarta dimensione
interpretiamo meglio di chiunque altro i segnali e le sensazioni.
Ero tentennante , pensai che sarebbe finita a tarallucci e vino e che ognuno avrebbe fatto confusione ma mai avrei immaginato che quel giorno avrei visto in faccia la signora con l`alabarda.
Mai!
Arrivammo poco distanti dallo stesso posto dove pescai la volta precedente ma subito vi fu una variante, ci spostammo più al largo, Ciccio era li al timone ed io discesi in acqua, iniziai a pescare tra i massi e presi subito tre aragoste.
Poi mi spostai verso una caduta del reef , li verso il mare aperto e vidi un pesce molto simile ad un enorme corvina, preparai l`agguato e lo presi, lo passai subito in barca.
Ricaricai e mi rimisi di nuovo all`opera.
Una decina di metri più in giù mi passò sotto, un piccolo squalo limone, ne avevo visti di squaletti, piccoli esemplari non oltre il metro e tutti molto timidi, erano più arroganti i barracuda che loro.
Di colpo alla mia destra uno splendido carangide un, trevally, decisi di tirare bene sul rombo che cela il cervello, sopra la testa e prima dell`inizio della criniera delle spine dorsali.
Mirai attentamente , ero consapevole che il pesce di poco inferiore ai 20 kg non avrebbe fatto il bravo e la bungee line da 10 piedi sarebbe stata pure poca.
Sbang!
Partì il tiro e l`asta si conficcò per circa 20 cm dentro quel bollino grigio, il pesce diventò bianco per metà e per metà scuro, iniziò poi a tremare convulsivamente ed io lo trascinai con forza verso la superficie.
< Cicciooo! Vieni …presto!>
Il battello era distante 50m circa dalla mia verticale, a bordo c`era confusione e qualcuno aveva ben pensato di calare qualche lenza, io ebbi ancora quello strano presentimento ma non vi prestai molta attenzione. C`era un po’ troppa distrazione sulla mia barca di appoggio pensai.
Passai il pesce al marinaio e mentre in molti si perdettero in chiacchiere richiesi immediatamente indietro il mio arpione.
Riarmai il fucile e li lasciai al loro caotico commentario per continuare a pescare.
Passarono una decina di minuti, il sole era altissimo ed io , reduce dalla scottatura pregressa, indossavo una maglietta nera ed i guanti da lavoro, le parti scoperte erano cosparse di una generosa quantità di protezione solare.
Mi portai verso un fondo molto basso, circa 4 metri,
iniziai a concentrarmi ed alla vista di un esemplare di serranide, una specie di dotto, mi portai dietro un masso e quando questo giunse a tiro lo colpii sul fianco, il pesce fuggì passando tra due rocce e non mi fu possibile recuperarlo nello stesso tuffo riemersi a prendere fiato tenendolo d`occhio, quando all`improvviso venni colpito sul dorso, verso il fianco sinistro, qualcosa mi aveva urtato, di colpo mi girai con lo scatto di una tagliola e vidi un enorme coda defilarsi verso il retro.
Il pesce incagliato ed il fucile scarico in mano, il battello con quel baccanale di gente era a circa 80m di distanza, in un attimo l`istinto mi portò ad una razionalità a me sconosciuta, un calcolo probabilistico velocissimo, in gioco c`era la mia pelle ed intorno a me l`arcano.
Un brutto, bruttissimo esemplare di squalo gobbo e dentato, con un espressione quasi di una iena ridens, mi volteggiava intorno seguendo un orbita che man mano andava restringendosi, diedi di colpo uno strattone al filo il pesce si strappo ed io con una sequenza scoordinata cercavo di ricaricare quando di colpo mi ritrovai il pesce di muso proprio davanti, nuotavo pinneggiando all’indietro in una posizione quasi fossi seduto di colpo puntai sulla sua bocca, il fucile rimase scarico, impugnavo a destra il fucile a sinistra l`arpione, li puntai entrambe istintivamnte verso quella bocca ed ebbi la sensazione che l`asta stesse toccando dei piatti rotti, fu una sequenza velocissima ma era chiaro che i denti c`erano tutti!
Il pesce in qualche modo fu disturbato da tale reazione e deviò passando sotto di me verso sinistra , io nel mentre urlai verso la barca:
OOOOO aiutatemi!
Cicciooo!
Di colpo Ciccio mise in moto e si diresse verso di me ma non avendo ben capito cosa stesse accadendo, conduceva il battello avvicinandosi lentamente, nel mentre la mia testa aveva già fatto un milione di scatti osservavo fuori e dentro l`acqua, sopra e sotto di me, davanti e dietro quando, d`improvviso lo vidi di nuovo, un` andatura strana un misto tra curiosità e aggressività` forse non era affamato, forse non aveva ben capito cos`ero e veniva per tastarmi nuovamente.
Giunse rapidamente al mio cospetto, nuotava in superficie, d`istinto girai il fucile all`incontrario e lo impugnai per il fusto sotto la testata, tirai il braccio fuori dall`acqua e quando il muso era ormai a soli 4 palmi dalla mia mano sinistra, lo punzecchiai con l`asta e con la destra gli tirai simultaneamente una mazzata con il calcio del fucile e con tutta la disperazione.
Un tonfo sordo, un rumore di gomma seguito da una possente scodata il pesce scattò via avvitandosi nervosamente ed io dopo un istante d’incredulità mi girai e rividi il battello a dieci metri da me.
Nuotai rapido avvicinando la barca ed ancor oggi
non so come l`abbia fatto, ma con un balzo mi ritrovai a testa in giù dentro l`imbarcazione senza nemmeno aver poggiato le mani sul bordo.
La paura fa fare delle cose incredibili.
Ciccio era li e mi osservava confuso, tutta la ciurma invece, osservò un doveroso silenzio per qualche minuto, erano li che mi guardavano pallido e tremante ho urinato senza nemmeno rendermi conto.
Ero sotto shock e non di poco.
Ci vollero 4 o 5 minuti prima che ritrovassi il fiato per parlare e rispondere alle loro domande.
-Tonino! Cosa è successo?-
mi chiesero in coro Ciccio ed il direttore,
<Uno squalo !
Un brutto ed incazzato squalo!> ; risposi
Di colpo calò un silenzio e nei loro occhi vidi me stesso come allo specchio con la mia coscienza, avevo rischiato grosso, non era un pesce enorme ma sicuramente abbondava i 2 metri di lunghezza.
Non ne riconobbi subito la specie ma in seguito feci dei controlli incrociati in stile commissario di polizia e dopo aver visionato tantissime foto segnaletiche giunsi al colpevole:
Bull Shark o squalo toro!
Era lui !
Non c’era dubbio!
Non potrò mai cancellare dal mio cervello le immagini di quel muso all`insù e quella risata sarcastica con un girocollo di affilati coltelli e quella gobba malvagia.
Ero ancora scioccato ma nel mentre stessimo navigando, al rientro, di colpo, afferrai il braccio di Ciccio e gli dissi:
<Fermati laggiù! Vicino alle pietre>
Lui mi guardò fisso poi sorrise per sdrammatizzare e mi rispose:
-Che fai il bagnetto?-
<Certo che si!> ; gli risposi
Colpo di reni e con il fucile in mano mi tuffai nuovamente in mare.
Pescai per una ventina di minuti, presi un altra aragosta e poi tornai nuovamente sul battello nel mentre pensavo.
Pensai molto, tanto!
..Forse troppo.
Feci i conti con la paura per molto tempo ed anche se il vero scopo di quel tuffo finale fu quello di superare e ridurre i postumi di una tale ed intensa avventura, il trauma mi accompagnò per anni.
Quel giorno pero`, si scrisse una pagina di vangelo, il vangelo che mi insegnò ancora una volta che in mare nessun uomo è padrone!
C’è sempre una morale in tutto ciò che ci accade, spetta a noi ricomporla in parole , sulla terra le parole servono per esprimere i sentimenti ma in mare i sentimenti sono immagini e le parole diventano bolle d`aria,
l`aria ci da il fiato , il fiato ci da la vita.
Il mare è vita,
il mare è tutto!
Tonino Giunta.










per ripassare tutte le ture avventure! ..in pratica è come se tu stessi vivendo 3 vite... un pochino ti invidio! Nemmeno è da tutti fare una foto con Zucchero Fornaciari in cucina!






