Il Fumo nell`Acqua

Sezione dedicata alla condivisione delle proprie esperienze di pescatori in apnea.

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montalbano_
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Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da montalbano_ » giovedì 4 aprile 2019, 11:43

I raggi del sole accarezzavano la superficie del mare come la mano di un pianista, scorrevano tra le creste d`onda irradiando colori e riflessi di luce di una ammaliante bellezza.
Stavo percorrendo la litoranea che va da Pozzallo alla Marza.
Guidavo sereno ma con il collo che era quasi sempre girato verso destra.
Scrutavo il mare tra un passaggio e l`altro in mezzo ai varchi che costeggiano quella strada.
Giunsi nei pressi della spiaggetta dirimpetto al viale Mose`.
Lì v`era una comodissima doccia a servizio dei bagnanti che tuttavia restava attiva fino ad autunno inoltrato.
Mi accinsi a scendere dal bagagliaio l` attrezzatura da sub in tutta fretta, trasportandola giù per lo stretto sentiero sterrato tracciato dai passi d`uomo.
Dieci metri più in giù la spiaggia di “Ucca a Marina”.
Una distesa di sabbia dorata, fine come zucchero e brillante come il cielo stellato di tramontana.
Iniziai presto la vestizione e qualche manciata di minuti dopo camminavo indietreggiando addentrandomi dove l`acqua man mano raggiunse il mio petto.
Un ultimo sguardo alla boa segna sub e mi immersi.
L`acqua era limpidissima, il fondo sabbioso con i solchi pettinati dalle onde di risacca sembrava quasi un illusione ottica, qualcosa tra il monotono e l`ipnotico.
Ben presto di fronte a me iniziò a materializzarsi un ombra scura era la secca che iniziava qualche centinaio di metri oltre quella coltre sabbiosa.
Un fondale ricco di vita ed affascinante, mi accolsero subito un gruppetto di lecciotte di poco peso che dopo aver sfilato in carosello tutt`intorno alla mia sagoma soddisfatta la loro curiosità svanirono nel blu.
Avevo da poco compiuto 22 anni e quella mattina del 23 Novembre stava per scriversi sull`almanacco di mare.
Dopo aver speso infruttuosamente la prima ora alla ricerca di qualche bel pesce, decisi di portarmi verso la seconda secca, una macchia di scogli con una foltissima prateria di posidonia.
Decisi di bloccare sul fondo il piombo che avevo legato alla boa, volevo fare qualche capovolta libero da vincolo ed elementi di disturbo all`azione di caccia, quando ad un tratto il mio occhio clinico scorse sul fondo una stranissima sagoma.
min****! Esclamai a pressione,
Un cristianu!
Bedda matri ma perché proprio io dico avia truvare un morto?
Avevo il cuore a mille ero confuso, avevo scorto tra la macchia di posidonia una sagoma bianca inconfondibile, una gamba!
Dopo qualche respiro tra il tremore e l`affanno ritrovai la giusta calma e perfino il coraggio d`intraprendere un tuffo d`ispezione.
Girai le pinne in aria e mi immersi scivolando verso il fondo , e più mi avvicinavo e più chiaramente distinguevo la gamba ma ben presto però, la situazione volse dal drastico all`improbabile e divenne persino esilarante.
E già !
Risalii con la maschera mezza annacquata e nel mentre ridevo emanando bolle che mi accompagnavano in risalita.
Giunsi in superficie e con una risata liberai verso l`aria tutta la tensione accumulata negli attimi precedenti.
Perché` di gamba si trattava ma non quella di uno sfortunato naufrago bensì quella d`un manichino!
La gamba d`un manichino in mezzo alla prateria di posidonia d` una secca al largo, non è che capiti tutti i giorni.
Alzai la testa e cercai di prendere i riferimenti lungo la costa per poterla ritrovare e successivamente recuperare, quella gamba andava buttata in un cassonetto dei rifiuti, pensai che fosse la cosa più giusta da fare sia per il mare che per il cuore di qualche altro subacqueo.
Prese le mire e recuperato il fiato decisi di spostarmi ancora verso il largo.
Avevo pinneggiato per una ventina di minuti e quando alzai la testa mi resi conto che ero andato fuori per oltre cinquecento metri dalla spiaggia.
Qui mi metto a fare un giro – pensai
Il piatto piangeva, era già trascorsa d`un pezzo la prima ora ma di pesci per la cena c`erano solo quelli in vendita sotto la torre dietro il banco pescheria dei carissimi fratelli Blanco.
Il “cappotto” era quasi servito, cosi si definisce in gergo dei pescatori una infruttuosa giornata di pesca.
Quando sembrava tutto perduto d`un tratto, vidi dall`alto una sagoma grigia enorme che muoveva lenta e rasentava la folta prateria di posidonia.
Una razza, pensai , sembrava un aereo militare, muoveva lenta trascinando dritta una lunga coda molto simile quella d`un ratto.
Non ne avevo mai viste di così grandi, la giornata era stata molto magra e quel pesce immenso sembrava superare le mie aspettative.
Da buon cacciatore subacqueo lo vidi in parte fritto ed impanato con le olive e le carote, come dicono da noi, per l`appunto a “stimpirata”!
Mi preparai per agguatarlo e quando discesi su di essa, iniziò a nuotare con più insistenza, di certo l`animale aveva avvertito il pericolo, d'altronde sono più che convinto che tra i pesci s’è sparsa da un pezzo la voce che quell`essere di gomma che cala dall`alto, molte volte è un insidioso predatore.
Lo portai a tiro e quando scoccai l`arpione iniziai la risalita e di colpo quell`aereo di pesce iniziò una violenta fuga, lo tenevo a stento tra sagola e mulinello ben presto finì tutta la bobina ed io mi trovai a fare i conti con qualcosa di più grosso di quel che mi sembrava fosse inizialmente.
Ehh già!
passarono circa 50 minuti prima che il pesce si stancasse e mi desse la possibilità di affrontarlo, un po` per porre fine ad inutili sofferenze e poi` per portare a casa la lauta cena.
Forza tonino! Esclamai
Mi girai per la capovolta ed iniziai la discesa.
Quando giunsi in prossimità di quella povera bestia cercai di afferrare l`asta con la quale l`avevo trafitta ma all`improvviso qualcosa di inaspettato mi travolse nuovamente.
Tutto accadde in una frazione di secondo un movimento fulmineo della coda ed un sentore glaciale sul fianco sinistro mi portarono a desistere dall`intento di recuperare quel pesce , iniziai a guadagnare la superficie con il capo cercavo di scorgere il mio fianco sinistro portai la mano sulla muta e subito mi accorsi che c`era qualcosa di solido conficcato.
Un rostro seghettato mi aveva trapassato la cintura di gomma che reggeva la zavorra, due strati di muta, la giacca e la base della salopette dei pantaloni e ….c`era di più`!
Sangue!
Sangue che come un rigagnolo di fumo segnava un sottilissima scia e fuoriusciva proprio dal mio fianco!
Giunsi in superficie ed immediatamente legai il fucile alla boa per non perderlo poiché` quell`aereo di pesce era ancora li`, attaccato all`arpione e quando ci affrontammo come un duello di scherma, inizio a tirare nuovamente.
La costa era laggiù a circa mezzo chilometro ed io ero lì in quella scena degna d`un film hollywoodiano.
Trovai subito la ragione, tolsi la cintura e la giacca, abbassai la pettorina della muta per rendermi conto dell’entità della ferita.
Il rostro rimase conficcato nella cintura e fortunatamente era riuscito a penetrare nel fianco solo per circa un centimetro.
La cosa mi rassicuro`, di certo c`era che non provai tanto dolore, fu più per lo spavento che altro.
Presto smisi di sanguinare e quel che si prospettava come una pericolosa situazione ben presto assunse la giusta proporzione
<<da Nino, è solo un taglietto>> .
Tirai via quell`aculeo dalla cintura di gomma ed indossai nuovamente la giacca e quando tutto l`armamento fu pronto girai la testa come il puntatore di un missile verso di lei, la razza.
Tu incontrerai le olive di mia nonna oggi! Le dissi e dopo quelle parole afferrai il gancio da sotto la boa e quando le giunsi sopra le bloccai quella coda micidiale mentre con uno scatto la lama del pugnale aveva gia` posto fine a tutta quell`agonia.
Certamente era la mia prima razza e non sapevo che tutte fossero dotate di rostro.
Credevo fosse solo un arma della pastinaca, la razza nera che i vecchi giù al porto chiamavano “ugghiu” per traduzione, l`aculeo!
Poco importava se c`era da nuotare sotto la boa c`era la mega cena.
Giunsi a riva dopo una buona oretta di affannante pinneggiata, e quando arrivai alla colonnina della doccia la sollevai con fatica e la cinsi con un drappo di cima.
Per certo superava abbondantemente i venti chilogrammi.
Giunto a casa dopo il parlatorio con tutta la famiglia mi dileguai velocemente senza dare tante spiegazioni.
Giunsi davanti all`ambulatorio del mio amico medico nonché anch`egli pescatore subacqueo, bussai alla porta e mi apri`.
Buongiorno Giuseppe!
Mi devi aiutare gli chiesi
Ciao Tonino Che cosa ti è successo? – domandò il dottore
A tal punto aprii il palmo della mano, tenevo un tovagliolo di carta ove avevo avvolto il rostro.
Alla vista di ciò Giuseppe capì subito di che si trattava e disse:
Dai vieni entra in ambulatorio.
Mia adagiai supino sulla lettiga e nel mentre gli raccontavo del fattaccio egli si girò verso l`armadietto, preparò una bella siringa e zac!
<ti faccio un cortisonico ed un antibiotico per scongiurare l`infezione> disse
< sei stato fortunato, il rostro contiene una neuro tossina in grado di procurarti uno shock anafilattico o una paralisi, fortunatamente ha trovato una zona adiposa lontano dai vasi sanguigni e da tessuti nervosi>
Certamente la mia espressione cambiava e man mano che egli mi prospettava le potenziali conseguenze divenivo ancor più marmoreo.
<dai su non è nulla tra qualche giorno potrai tornare in acqua> disse il dottore e nel mentre mi accompagnava verso l`uscio lo ricambiai con un affettuoso abbraccio.
Grazie Giuseppe!
Ed egli rispose
< se un giorno dovesse servirti una mano sarò ben felice di venire a pesca con te mi disse!>
Mi raccomando sempre in gamba e si congedo.
Sempre in , gamba, la gamba, la gamba- ripetevo a mente quando all`improvviso mi ricordai dell`altro fattaccio,
Miii! La gamba del morto mi scurdai
Tra tutto quel marasma me ne dimenticai.
Giunto a casa la sera fecimo la cena ma con sorpresa la famosa stimpirata deluse le aspettative di tutti, la carne di quel pesce era molto grassa e con un sapore un po` ribelle che dava sul selvatico.
Da quel giorno imparai che tutte le razze hanno il rostro e che sono da lasciar in santa pace
e che avrei fatto più bottino con la gamba del manichino magari con la smorfia Napoletana veniva fuori pure una bella terna che con quella razza a stimpirata che per poco non mi freddava in mezzo al mare .
In mare non si finisce mai d`imparare perché` l`uomo per natura tende sempre a sbagliare.



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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da Vito Fasano » giovedì 4 aprile 2019, 15:18

Grande Montalbano. e poi condivido la tua chiusura:
"In mare non si finisce mai d`imparare perché` l`uomo per natura tende sempre a sbagliare."
La scienza ha il compito di dare risposte nuove a domande vecchie.
Tutto quello che ha un inizio ha una fine.
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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da g.shark72 » giovedì 4 aprile 2019, 17:39

:lovely: Che spettacolo....bellissimo :lovely: :lovely: :lovely:
il mare.........un'emozione infinita

Un abbraccio da dietro a tutti by PALUZZO


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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da Daniele » giovedì 4 aprile 2019, 20:09

Bellissimo racconto.
Una delle mie prede du un trigine di una pauo di chili. Per fortuna sapeco che aveva un aculeo velenoso e chw o trigoni sono soliti dibgersi morti per poi infilzarti quando meno te lo aspetti.
Infatti, provò ad infilzarmi un paio di volte una volta tirato fuori dall'acqua.
Complice la non buona qualità delle sue carni, mon ns ho più catturati.
Sarebbe bello prendere invece una pescatrice.
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da montalbano_ » giovedì 4 aprile 2019, 21:55

Era un aquila mare ragazzi 23 kg alla bilancia presa con un apache 75 nero impugnatura bianca con la scritta apache campione del mondo.

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da Siniscam » giovedì 4 aprile 2019, 22:09

Un'altra delle tue avventure, questa volta meno bella di altre ma raccontata alla grande come sempre.
Ti è andata proprio bene con il "colpo di coda" del pescione; poteva finire molto peggio.
Io una piccola razza la presi quando ancora non pescavo seriamente; impugnavo un arbalete giocattolo da 35 cm. :o
Mi tagliai un dito nelle operazioni di pulizia e, dopo essere passata dalla padella, mi resi conto che di polpa ce n'era ben poca.
Da quando cerco di pescare più seriamente, mi sono sempre guardato bene dallo sparare a razze, trigoni, torpedini (che mi risulta diano pure una scossa elettrica) ed altri pesci "piatti"; se li incontro, lo seguo per un po' e mi godo lo spettacolo.
Grazie per questa tua condivisione. :clap2: :clap2: :clap2:

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da Gioacchino » giovedì 4 aprile 2019, 22:12

Bel racconto, con colpi di scena inattesi, meno male che, evidentemente, avevi un po' di maniglie dell'amore

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da ichnusa » giovedì 4 aprile 2019, 23:06

Sempre bello leggere i tuoi racconti, è stata una bella avventura!!
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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da kamran » giovedì 4 aprile 2019, 23:30

Bellissimo racconto , le prime righe mi ricordano stile Hemingway ;-)

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da Fulroc » domenica 7 aprile 2019, 10:29

Bravissimo Tonino con i tuoi racconti sempre così emozionanti e avvincenti. Io ho provato due volte la puntura della Pastinica e non è per niente piacevole. La prima volta stavo facendo delle fotografie subacquee e mi venne la brillante idea di prenderle per le ali convinto che con l'aculeo non riuscisse a passare i guanti da sub, errore gravissimo che feci e mi penetro l'aculeo nel palmo della mano. Il dolore è molto forte e il suo culmine avviene dopo circa 30 minuti dalla puntura. La seconda volta, avendo dimenticato il coltello, provai ad ucciderla con lo spillone portapesci ma lei riusci a tranciarmi i guanti e ha farmi un bel taglio al mignolo tanto da dover farmi mettere tre punti, ho rischiato il taglio del tendine!!!! Non è una mia preda abituale ma, quando vado in Calabria, mi viene chiesta spesso da degli amici per fare un piatto che a loro piace molto. :ciao:

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da solaris » lunedì 8 aprile 2019, 6:43

Bel racconto Tonino, come sempre di piacevole lettura !

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Re: Il Fumo nell`Acqua

Messaggio da montalbano_ » lunedì 8 aprile 2019, 19:59

È un pesce da guardare e basta.
Grazie ragazzi sempre molto abbondanti nei complimenti.

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