Il Segreto

Sezione dedicata alla condivisione delle proprie esperienze di pescatori in apnea.

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montalbano_
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Messaggio da montalbano_ » giovedì 28 marzo 2019, 9:18

Zio è questa?
No rispose lo zio Peppe mentre con la mano lanciò più in là quel pezzo di legno nero che gli avevo mostrato.
Eravamo in spiaggia a Maganuco, erano gli anni 80.
Io seguivo lo zio Peppe, fratello della mia nonna materna.
Un figlio del mare, sempre in spiaggia o sugli scogli rappresentava al meglio lo spaccato temporale della marineria popolare degli anni 50.
Lui era una risorsa imperdibile per me che amavo il mare.
Non mi perdevo mai di seguirlo per vedere cosa facesse.
Un giorno venne a casa salì la stradina con la sua vespa special gialla.
Gli corsi incontro perché sapevo che non arrivava mai a mani vuote.
Infatti, dalla tasca del giubbotto tirò fuori un cioccolatino, poi mi disse :
-Camina ni iemu cô rizzagghiu!-
Il rezzaglio o sparviero era una rete da pesca piombata che si dispone sul braccio e con un movimento del busto la si lancia in mare, la rete si apriva come un imbuto legato ad una cima per consentirne il recupero.
All'interno vi restavano i pesci intrappolati ed io invece, ero l'addetto al secchio.
Catturavamo spigole e saraghi ma anche bei pesci di scoglio ingredienti essenziali per la tipica zuppa di pesce nostrana, la ghiotta!
Tenevo il secchio con l'acqua e ad ogni lancio era una emozione unica.
-Amunì a casa, a ghiotta a ficimu!-
Disse lo zio appagato dalla discreta pescata.
Camminavamo saltando da uno scoglio all'altro, il rumore delle onde ed i gabbiani che volteggiavano bassi avendo adocchiato il secchio con i pesci e poi quell'odore di alghe spiaggiate che ancor oggi riesce a portarmi avanti e indietro nel tempo.
Presto arrivammo a casa e ovviamente lo zio ci lasciava gran parte del pescato.
Lo invitavamo spesso a pranzo lui un mangiatore di pesce, la ghiotta il suo piatto preferito.
La ghiotta puzzaddisa era ed è tuttora un piatto d'eccellenza della mia città.
V'erano alcuni ristoranti modesti a vedersi ma la loro ghiotta era ben conosciuta anche nel capoluogo, Ragusa.
A ghiotta co strattu ( concentrato di pomodoro artigianale essiccato al sole) triglia, scorfano, tordo e grongo.

Il profumo della pentola con il coperchio traballante mi pare di sentirlo ancora oggi.
Era un momento di aggregazione totale si mangiava e si parlava e lo zio ci raccontava delle sue storie di mare.
<eh poi zio come hai fatto a liberarti il braccio da quel polpo?
Chiesi allo zio il quale mimando mi rispose:
< O pigghiai pò cuppularu e ci resi nu muzzicuni nta testa>.
La scena di pesca era alquanto raccapricciante ma di grande effetto e poi è vero, i vecchi pescatori utilizzavano tale pratica.
<puoi o pigghiai e o sbattí ne scogghi>
Ma come zio se era già morto perché lo sbattevi sugli scogli?
<accussí veni bellu tenero ri mangiari!>
Anche se tali parole oggi avrebbero sicuramente suscitato una scia di polemiche da parte di animalisti e psicologi in testa
A me nvwce tornarono molto utili nei successivi anni di pesca.
Come tanti dei suoi insegnamenti di mare uno in particolare è ormai
Quasi totalmente sconosciuto a gran parte dei siciliani.
A Petra i amra così chiamavano un importante testimonianza
Del nostro passato geologico per l'appunto ,l'ambra di Sicilia .
Ne parlava lo zio con i miei genitori ma ne sentivo discutere anche alcuni vecchi
Pescatori tra le barche in secca della balata .
Ne parlavano ma con un aura di mistero e misticismo,io, non l'avevo mai vista!
Un giorno però lo zio venne a casa e stranamente invece di passare a prendermi, era già stato in spiaggia.
-Dove sei stato Pè?
Gli chiese mio padre mentre lo zio si accingeva a riporre la vespa
Sul suo cavalletto .
-aiu statu a praia- la spiaggia nel nostro dialetto antico tracciato dall'influenza della dominazione spagnola.
-Isciai a petra -disse mentre rovistando nella tasca tirò fuori una piccola Pietruzza scura molto simile per forma colore e dimensioni ad una fava.
Ma la magia stava per compiersi e quando la prese tra il pollice e l'indice sollevò il braccio
E la mise in controluce .
Una goccia di sangue luminosa come un rubino di inebriante bellezza, non a caso gli antichi abitanti della Sicilia vi attribuivano poteri magici e proprietà medicinali.
Elektron era per i coloni Greci che approdarono in Sicilia ,
Kahrman per i pirati saraceni per secoli oggetto di desiderio simbolo di nobiltà e di elevazione sociale.
Ovviamente il mio occhio bambino ne fu inevitabilmente attratto e nel mentre stessi quasi per metabolizzare il fatto che lo zio non mi avesse coinvolto nella ricerca,egli la passò a mio
Padre che a sua volta la poggiò sul tavolo di casa e mentre loro discutevano
Io riuscii ad afferrarla ed osservarla da vicino ma non contento mi misi a giocherellare con un pugno chiuso a mo' di cerbottana soffiavo e la sparavo sul tavolo quando per sbaglio invece di soffiare la ingoiai giù in un solo colpo.
Via sparita!
In men che non si dica buttai l'intera famiglia nel panico.
-Pigghia l'acqua- urlava mia madre, mio padre invece mi prese le guance e mi aprì la bocca come un pastore tedesco,
Ma della petra nun c'èra traccia!
Nenti ci fa dumani a jetta disse lo zio mentre mi prese e mi abbracciò per consolarmi
Io ero in lacrime ma non per paura di averla ingoiata bensì mi sentivo terribilmente in colpa .
Presto l'inverno giunse alle porte e con esso aumentarono le mareggiate ed anche le visite dello zio.
Cercava di starsene tranquillo senza di me a scartare tra alga e detriti spiaggiati alla ricerca del mito ma non vi riuscí!
Ormai l'avevo vista ed anche mangiata non potevo dimenticarmene come se nulla fosse accaduto!
E così tra una mareggiata e l'altra mi ritrovai sulla spiaggia era il 1990 ed ottobre era appena entrato vi fu un imponente mareggiata di scirocco ed io nonostante che per 8 lunghi anni abbia insistentemente provato a trovare il mito di quella gemma collezionai solo insuccessi almeno fino a quel giorno.Ero lì come un granchio di sabbia facendo su e giù lungo la battigia, sotto i piedi un immenso strato di alghe e stramazzi con palline marroni erano rizomi di posidonia e detriti d'ogni genere.
Stavo bene attento a non bagnarmi le scarpe con la risacca ma ciò fu inevitabile
Alla fine le tolsi le e feci due svoltine ai pantaloni nel mentre scrutavo come un microscopio tutta quella buzzonaglia, giunse un onda e mi portò sotto i piedi
Uno strano pezzo di legno carbonizzato o così sembrava era di un nero lucido lo afferrai di scatto prima che la risacca lo portasse via e subito quasi d'istinto alzai il braccio e lo misi controluce e..
il respiro si fece affannoso e gli occhi lucidi per lo sforzo di guardarvi attraverso mentre la tenevo contro i raggi del sole.
Era lei!
Una magnifica ambra, bellissima superba rossa come
vino grande come una castagna .
A Petra a Petra ! Urlavo mentre
correvo scalzo verso casa appena arrivato aprii il cancello di legno
E subito mia madre:
Ma come scalzo?
E i scarpe unni i lassasti ? Mi chiese
Ma io, alzai subito il braccio e portai la mano verso il sole accostandomi a lei le dissi:
Mamma guarda ho trovato la pietra!
Mia madre restò sorpresa quanto incantata da quel bagliore rosso tra le dita della mia mano.
Quella per me fu una grande conquista ero finalmente stato capace di trovare l'ambra.
Da quella occasione riuscii a stabilire con discreta precisione tempo luogo e probabilità nei ritrovamenti di questa gemma.
Certo non che l'abbia trovata a palate per difficoltà e rarità in verità il detto di trovare l'ago nel pagliaio ci stava tutto!
Negli anni successivi le persone che cercavano l'ambra lungo le nostre spiagge vennero a mancare e con loro sparí pure la conoscenza di questa testimonianza.
Oggi porto spesso i miei bambini con me a cercare la pietra affinché un giorno possano anche loro tramandare questo segreto del mare.



Daniele
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Re: Il Segreto

Messaggio da Daniele » giovedì 28 marzo 2019, 10:02

Bellissimo racconto Tonino !
Sei forse uno degli ultimi a saper riconoscere la simetite.
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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NON DISCUTERE MAI CON UN IDIOTA !
TI PORTA AL SUO LIVELLO E TI BATTE CON L'ESPERIENZA !!!


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Re: Il Segreto

Messaggio da Fulroc » giovedì 28 marzo 2019, 13:37

Grande Tonino, veramente un bel racconto che ti sà prendere!!! :ciao:

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Re: Il Segreto

Messaggio da Vito Fasano » giovedì 28 marzo 2019, 14:49

Complimenti (come al solito) ;)
La scienza ha il compito di dare risposte nuove a domande vecchie.
Tutto quello che ha un inizio ha una fine.
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Re: Il Segreto

Messaggio da Siniscam » venerdì 29 marzo 2019, 14:09

Bel racconto di mare. :clap: :clap: :clap: :clap:
Hai potuto vivere delle esperienze bellissime.

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Re: Il Segreto

Messaggio da g.shark72 » sabato 30 marzo 2019, 7:04

Bellissimo ....Tonino sei un grande!!!
il mare.........un'emozione infinita

Un abbraccio da dietro a tutti by PALUZZO


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Re: Il Segreto

Messaggio da LUIGIB62 » sabato 30 marzo 2019, 14:09

Bellissimo racconto, mi ha fatto ricordare un mio pro zio che mi ha trasmesso la sua passione per il mare. Anche lui passava molto tempo pescare e a raccogliere quello che il mare gli donava! :clap2: :ciao:
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Re: Il Segreto

Messaggio da Gioacchino » domenica 31 marzo 2019, 18:51

È bello aver avuto esperienze così profonde e particolari col mare, aver avuto, da bambino, degli adulti di famiglia che hanno aiutato il formarsi delle passioni con affetto e benevolenza; il tuo racconto dell'ambra è la fantasia del bambino, è il ricordo favoloso da tramandare ai figli, come stai facendo tu, per farli sognare e seguire il loro sogni

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Re: Il Segreto

Messaggio da salomon » martedì 2 aprile 2019, 10:11

bellissimo l'ho letto tutto d'un fiato
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Re: Il Segreto

Messaggio da midril86 » martedì 2 aprile 2019, 22:40

Bellissimo racconto Tonino!
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non ti sentire più forte del mare...

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Re: Il Segreto

Messaggio da solaris » giovedì 4 aprile 2019, 20:36

Bravo Tonino! Un bellissimo racconto :-)

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