STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

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STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da pierl » mercoledì 12 dicembre 2012, 11:57

Carissimi amici del mare verticale,
propongo alla vostra attenzione questo lungo articolo apparso su LE SCIENZE che riguarda strettamente i problemi riguardanti la sicurezza in apnea, con conseguenze assolutamente RADICALI per la nostra attività, ma importanti in assoluto ad ogni livello.
Ve ne riporto solo uno stralcio a titolo informativo, limitando la lettura del pezzo per ovvi motivi di copyright.

http://imageshack.us/f/836/apnea2.jpg/

Ed ora vi prego di seguirmi, perché la conclusione è estremamente significativa per noi pescatori subacquei.

La ricerca è nata per scopi del tutto diversi: si indagava su alcune morti inspiegabili avvenute mentre i poliziotti britannici fermavano dei sospettati. Alcuni di questi ultimi, arrestati, bloccati, spaventati, pressati psicologicamente e costretti ad una breve apnea ( una mano sulla bocca, un ginocchio sul torace o altro, come pare venga insegnato presso la scuola di polizia per ridurre all’impotenza l’arrestato), erano MORTI sul colpo per arresto cardiaco, pur essendo giovani ed in buona condizione fisica.

Vi posso dire sin da ora che le conseguenze della ricerca hanno portato la polizia britannica a codificare una diversa e più prudente procedura per il contatto fisico con i sospettati.

L’articolo firmato da Michael Parker ( dipartimento di fisiologia applicata della School of sport and exercise sciences, unversità di Birmingham), che qui sintetizzo nelle parti salienti , parte dall’osservazione della impossibilità di indurre l’apnea volontaria nelle cavie da laboratorio, per giungere ad una disamina delle ragioni che inducono alla “fame d’aria”.

In breve, e questa è la prima sorpresa, sembra che la presenza dei famosi recettori chimici legati all’aumento di anidride carbonica nel sangue quali stimolatori della fame d’aria (come quasi tutti abbiamo appreso nei nostri corsi di apnea) non sia più considerata così attendibile, anzi sia stata esclusa del tutto.
Parimenti viene anche esclusa l’ipotesi di recettori volumetrici nei polmoni.

La ricerca, invece, ipotizza l’esistenza di un “ritmo centrale nervoso” della respirazione, un collegamento diretto tra diaframma e cervello che funziona a livello subconscio e che , quando viene alterato, mette in relazioni diversi fattori e invia stimoli sui livelli di disagio tollerabile (ripeto ancora) direttamente dal cervello al diaframma, provocando le famose contrazioni e la fame d’aria.
Questi segnali cerebrali diventano intensissimi IN STATO DI STRESS fisico e psicologico, indipendentemente dalla maggiore o minore quantità di anidride carbonica nel sangue.

Tra le diverse prove a sostegno di questa tesi , infatti, è stata eccezionalmente significativa la richiesta di apnea a tester umani cui è stato chiesto di trattenere il fiato in stato di LEGGERO sforzo. Una pedalata su bici di APPENA UN MINUTO prima dell’apnea ha avuto risultati devastanti: al massimo 15 secondi di durata, alterazione del ritmo cardiaco, stato confusionale, prossimità allo svenimento etc.

Tuttavia , come sappiamo bene, gli apneisti agonisti riescono a raggiungere performance stupefacenti poiché abbassano contemporaneamente il ritmo cardiaco e metabolico ( quindi sfruttano al massimo il diving reflex) .
Ebbene, la ricerca attesterebbe che quelle performance sono dovute essenzialmente allo stato di RILASSAMENTO PSICOFISICO ASSOLUTO e totale , molto più influente sulla durata e la sicurezza dell’apnea che le sessioni di allenamento alla mancanza di ossigeno.

All’inverso, lo stress in stato di apnea è letale!

RILEVANTE per il nostro mondo è la definizione del concetto di MORTE DA SFORZO.
Ciò che uccide un sub che sta estraendo una cernia dalla tana, dunque, NON E’ L’APNEA PROLUNGATA bensì LO SFORZO , indipendentemente dalla durata dell’apnea stessa.

Inoltre questo, sulla carta, potrebbe essere valido A 25 METRI COME A 5 !!!

Un concetto che sovverte molto di quello che fino ad ora si pensava.
Ciò spiegherebbe anche molti sfortunati casi di incidenti a colleghi notoriamente espertissimi, prudenti e fisicamente preparati: proprio la loro forza fisica potrebbe essere stato il tallone d’Achille che ha scatenato il dramma.

Ne possiamo dedurre, empiricamente , che:
A) Allenarsi ad ignorare le contrazioni diaframmatiche è quindi assolutamente contro natura e pericoloso, molto più di quanto sospettassimo.

B) Il rilassamento non serve solo ad aumentare la performance, ma è il fondamento della sicurezza e della salute in acqua

C) La profondità e la durata delle apnee sono meno influenti ( entro la nostra soglia di resistenza , ovviamente) rispetto alla possibilità di incidente, rispetto alla esiziale FATICA fisica e mentale.

Se queste indicazioni di ricerca fossero ulteriormente confermate, ciò potrebbe inoltre dare indicazioni precise su come limitare e gestire le nostre attività dinamiche in profondità, esattamente come ora riusciamo a gestire tempi e modi di ventilazione, preparazione del tuffo, recupero tra una apnea e l’altra etc., magari evitando altri incidenti legati al recupero della preda.

L’articolo è ovviamente molto dettagliato, e val la pena darvi uno sguardo attento.
Vi avviso: il ricercatore sviluppa parte delle sue analisi osservando anche le apnee a secco, quindi NON TUTTO ciò che afferma è valido tout court per noi apneisti ( sempre in funzione del già citato diving reflex) .

Tuttavia la conclusione mi sembra assolutamente interessante per il nostro mondo, e ve la riporto nella speranza di poter aggiungere un ulteriore tassello alle nostre conoscenze sulla sicurezza in apnea.
Se volete approfondire, procuratevi il numero di LE SCIENZE di giugno, disponibile anche online.

Buona lettura.

Pierluigi Morizio
Ultima modifica di pierl il giovedì 13 dicembre 2012, 10:25, modificato 1 volta in totale.


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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da PullMeUnder » mercoledì 12 dicembre 2012, 18:02

perfetto, sono fottuto! Quante volte dopo aver lavorato dalle 5 am alle 4 pm sono rimasto a pescare fino al tramonto....a volte superstressato e leggero mal di testa...però se non fossi rimasto a mare per non vedere nessuno la testa mi avrebbe fatto più male....
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da sandro86 » mercoledì 12 dicembre 2012, 20:44

Interessante....... :o.k:
DOPO L'ISTANTE MAGICO IN CUI I MIEI OCCHI SI SONO APERTI NEL MARE NON MI è STATO PIù POSSIBILE VIVERE,VEDERE E PENSARE COME PRIMA.......

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da lucio » mercoledì 12 dicembre 2012, 20:53

Momto interessante
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da giannisub » mercoledì 12 dicembre 2012, 22:23

complimenti per l'interessante articolo,

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da vikingo » mercoledì 12 dicembre 2012, 22:59

Quindi l'allenamento sotto sforzo in apnea, sia a secco che in acqua sarebbe deletereo, se non molto pericoloso?

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da Siniscam » mercoledì 12 dicembre 2012, 23:54

Questo articolo mina effettivamente la teoria imparata sopratutto per il brevetto di terzo grado. :mmm:
Certo, il tutto mi sembra assolutamente fondato su test e rilevazioni, ma credo che si renderanno necessarie ulteriori verifiche in merito.
Argomento interessantissimo... da seguire nei suoi sviluppi.
Grazie infinite Pierl. :o.k:

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da fishblaster » giovedì 13 dicembre 2012, 0:27

grazie per l'informazione

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da klaus68 » giovedì 13 dicembre 2012, 7:43

Potrebbe essere l'inizio di un nuovo approccio alla nostra attività!

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da cerniamax » giovedì 13 dicembre 2012, 8:18

Grazie 1000 le le info

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da zavorra » giovedì 13 dicembre 2012, 9:19

interessantissimo.

Su che numero de Le Scienze è stato pubblicato?(da qui non posso nemmeno vedere l'immagine allegata).

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Non è detto che alla "soluzione finale" debba corrispondere un "problema iniziale".

jarvis
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da jarvis » giovedì 13 dicembre 2012, 9:22

Quindi secondo questo articolo, l'iperventilazione è sdoganata???

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da pierl » giovedì 13 dicembre 2012, 9:50

zavorra ha scritto:interessantissimo.

Su che numero de Le Scienze è stato pubblicato?(da qui non posso nemmeno vedere l'immagine allegata).

Z
Sulla pubblicazione di giugno 2012
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da makkiat » giovedì 13 dicembre 2012, 10:00

Grazie Pierl, molto interessante.
...per aspera ad astra...

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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da Matteo » giovedì 13 dicembre 2012, 10:04

sono ignorante in materia, ma che lo sforzo incida sull'apnea credo che sia una cosa abbastanza tangibile...sforzandoci, i nostri muscoli hanno bisogno di più ossigeno a scapito della durata dell'immersione. Dal punto di vista dello stress, credo che, empiricamente, tutti noi abbiamo provato quella sensazione...e cioè che più stressati siamo, meno rendiamo!
Mi sa che non ho recepito bene il messaggio dell'articolo :8E: Illuminatemi!

:ciao:
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da pierl » giovedì 13 dicembre 2012, 10:06

vikingo ha scritto:Quindi l'allenamento sotto sforzo in apnea, sia a secco che in acqua sarebbe deletereo, se non molto pericoloso?
A giudicare da questa ricerca direi che è da trattare con prudenza.
E' però vero che nell' allenamento in piscina MANCA la scarica di adrenalina che ti può dare il recupero di un pesce arpionato e intanato, con il conseguente picco del livello di stress.

Bisognerà valutare in futuro, ritengo, anche la prevalenza di uno stress fisico su uno stress psichico, o viceversa.

Potrei solo dire, a lume di puro buon senso, che l'equilibrio interiore di un buon pescasub è la migliore garanzia di sicurezza, ed è ciò che dobbiamo cercare in ogni gesto della nostra vita*.

Magari non avrai una grande forza fisica o una grande acquaticità: ma se sai mollare al momento giusto senza eccessivi rimpianti, tornerai a casa dai tuoi figli.

Senza nemmeno un pesce? E sia. Pazienza, sarà per la prossima volta.


* Voi mi direte: ma come si fa ad essere sereni in momento come questo, con quello psicopatico dai capelli di kevlar che si candida e crea casini anche in Europa? Lo so, avete ragione, ma rimandiamo il discorso alla Bettola....
Ultima modifica di pierl il giovedì 13 dicembre 2012, 10:11, modificato 1 volta in totale.
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da pierl » giovedì 13 dicembre 2012, 10:08

Meffiu ha scritto:sono ignorante in materia, ma che lo sforzo incida sull'apnea credo che sia una cosa abbastanza tangibile...sforzandoci, i nostri muscoli hanno bisogno di più ossigeno a scapito della durata dell'immersione. Dal punto di vista dello stress, credo che, empiricamente, tutti noi abbiamo provato quella sensazione...e cioè che più stressati siamo, meno rendiamo!
Mi sa che non ho recepito bene il messaggio dell'articolo :8E: Illuminatemi!

:ciao:
Nell'articolo non si parla di affaticamento o minore durata di immersione.
Si parla di MORTE fulminea, improvvisa e apparentemente inspiegabile, anche dopo brevissime apnee.
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da Matteo » giovedì 13 dicembre 2012, 10:12

pierl ha scritto:
Meffiu ha scritto:sono ignorante in materia, ma che lo sforzo incida sull'apnea credo che sia una cosa abbastanza tangibile...sforzandoci, i nostri muscoli hanno bisogno di più ossigeno a scapito della durata dell'immersione. Dal punto di vista dello stress, credo che, empiricamente, tutti noi abbiamo provato quella sensazione...e cioè che più stressati siamo, meno rendiamo!
Mi sa che non ho recepito bene il messaggio dell'articolo :8E: Illuminatemi!

:ciao:
Nell'articolo non si parla di affaticamento o minore durata di immersione.
Si parla di MORTE fulminea, improvvisa e apparentemente inspiegabile, anche dopo brevissime apnee.
l'ho riletto, ora va meglio! ...aggiungerei un altro spunto:
-lo stress incide sulla comprensione di un testo scientifico! :roll:


grazie Pierl :o.k:
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da pierl » giovedì 13 dicembre 2012, 10:27

Meffiu ha scritto:
l'ho riletto, ora va meglio! ...aggiungerei un altro spunto:
-lo stress incide sulla comprensione di un testo scientifico! :roll:
:
:D :D :D
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Re: STRESS LETALE: ricerca pubblicate su LE SCIENZE

Messaggio da g.shark72 » giovedì 13 dicembre 2012, 11:21

sai che ti volevo dire pierl che io sono un fissato x l'allenamento invernale quando vuoi x il freddo vuoi x il mare che non'è buono o è troppo freddo si stacca x un paio di mesi gennaio e febbraio e proprio in quei periodi mi alleno andando a correre perchè penso che la corsa sia il massimo x allenare i polmoni specie se diversifichi l'allenamento facendo salite e tratti piani o alternando alla sorsa tratti di scatto veloce etc etc....ma è da un pò che provo a fare apnee correndo ed è davvero dura non arrivando mai a superare i 25 sec.... mo mi chiedo leggendo questo articolo interessantissimo....non'è che mi prende un'infarto !!!!visto che ripeto spesso l'allenamento e comunque sempre apnea da sforzo è :mmm: :mmm:
:D :D :D
il mare.........un'emozione infinita

Un abbraccio da dietro a tutti by PALUZZO


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