Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

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marcoauf
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Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da marcoauf » lunedì 2 aprile 2012, 12:55

Come ogni mia “trattazione” esposta sul forum mi piace partire con una premessa fondamentale, ovvero che tutto ciò che troverete di seguito scritto è frutto delle esperienze fatte negli ultimi anni di frequenza quasi fissa in mare (intendo una media di 120 uscite all’anno) lungo il litorale di Brindisi, per cui troverete dei concetti che per alcuni risulteranno scontati mentre altri che magari susciteranno disappunto e, speriamo, spunto di confronto costruttivo per chi non ha la fortuna di frequentare spesso il mare.
Partiamo quindi in questo mini viaggio che alla fine ci porterà ad immaginare l’aspetto perfetto al pesce che più di altri, sia per il neofita che per il pescatore esperto, rappresenta quello che più ci fa soffrire, patire, immaginare, sognare e ogni tanto gioire, ovvero il dentice; in particolar modo mi piace trattare la situazione a mio avviso più affascinate, ovvero quella primaverile, situazione che a breve vivremo e per la quale mi sto già preparando.
I fattori che in assoluto fanno la differenza fra il bravo pescatore e quello meno bravo sono , in ordine di importanza, la fortuna, la preparazione fisica e l’esperienza. Se sul primo fattore poco si può fare sugli altri ci sono molti margini di miglioramento.
Cominciando a parlare di preparazione fisica ritengo che sia quel fattore che, a parità di condizioni a contorno, decreta la buona riuscita della nostra azione di caccia; tale fattore influisce a maggior ragione per quei pescatori che attuano una pausa invernale medio/lunga. I vecchi sub dicono che l’apnea (fatta in mare) si allena con l’apnea; condivido pienamente questo concetto in quanto non esiste piscina che possa riprodurre tutte le variabili (spesso “negative”) che si affrontano durante l’azione di caccia, anche se sono fermamente convinto che una metodica attività in palestra, finalizzata alla tonificazione muscolare senza esagerare con la crescita degli stessi, affiancata da una costante attività aerobica (bicicletta e/o jogging) sia il giusto viatico per riaprire la stagione di pesca evitando, o limitando, gli affanni causati da una muscolatura ancora sotto le coperte del “generale inverno”.
La domanda da porsi è quando ricominciare; per chi come me non ha pause durante l’anno, a meno di meteo proibitivo prolungato, ad ogni uscita si assiste ad un lento, ed a volte sorprendente, risveglio del mare, ma sicuramente il mese di marzo è quello che più di altri ci indica chiaramente come l’annata si stia predisponendo. Non è un periodo prodigo di soddisfazioni all’aspetto, a meno che non ci si accontenti di qualche cefalo di buon peso o si decida di andare col mare formato pronti quindi ad ogni incontro (dallo spigolone al tonno in caccia), mentre la pesca in tana, magari effettuata su segnali certi e negli orari giusti, può dare risultati inaspettati. Un’alternativa “culinariamente” valida ed allenante allo stesso tempo che sistematicamente pratico ad ogni inizio di pescata è quello di fare la cinquantina di ricci consentiti, cosa che mi aiuta a rompere il fiato, a scaldare le gambe ed accontentare mia moglie.
E i dentici??? Quando e dove cercarli??? Tralasciando gli incontri occasionali con qualche mega dentice che tutto l’anno può scendere a terra per svariati motivi, e lì solo la fortuna di trovarsi al posto giusto al momento giusto può fare la differenza, gli incontri sistematici sono legati ad un unico ed imprendiscibile fattore, la temperatura dell’acqua, ovvero il termoclino.
L’importanza di marzo è legata al fatto che i minuti di sole in questo mese aumentano in maniera quasi esponenziale e quindi la superficie del sole viene sempre più soggetta al fenomeno del surriscaldamento superficiale, fenomeno che di contro innesca quei moti convettivi che fanno muovere le acque dalle profondità col conseguente sollevamento di tutta la sospensione; infatti si assiste a lunghi periodi di acqua torbida (caratterizzata dalla presenza di sospensione grossa, flocculosa) che nessuna corrente favorevole riesce a pulire.
Una volta giunti alla soglia del 14,5° C sembra che tutto si predisponga al netto miglioramento, ma per i dentici bisogna aspettare, almeno dalle mie parti, i 15° pieni fino ai 7/9 m, e tale situazione è sistematica nella terza settimana di aprile. I giorni esatti sono variabili da anno ad anno, ma la fase di luna calante è quella migliore.
I dentici, essendo dei pesci che la notte non mangiano (stanno al riparo di qualche tettuccio, ciclio e/o tana) nella fase in cui il sole sta calando, che per me è da quando il sole sta poco più di tre dita sull’orizzonte, devono cibarsi all’impazzata e quindi diventano delle prede quasi “peccate” da sparare (intendo ovviamente in primavera, perché in estate hanno recuperato la loro proverbiale diffidenza). Ci sono dei giorni, in concomitanza di repentini cambiamento dei venti, durante i quali si possono trovare in giro per tutta la giornata; la pesca a razzolo (se si va da terra) o con l’ancora galleggiante ci predispone ad un’alta probabilità di incontri frequenti con sparuti gruppi di taglia quasi sempre simile.
Il problema fondamentale di questa meravigliosa finestra è il dove cercarli. Se uno non ha nessun riferimento ed ha la voglia di cimentarsi con questa ricerca il primo criterio da tenere conto è il termoclino, fattore che, a mio avviso, in questo periodo è più determinante che in altri mesi dell’anno, perché la differenza di temperatura fra i due strati è sicuramente più marcata.
Durante le tantissime ore spese in mare nei mesi di marzo ho sempre segnato sul gps, anche in totale assenza di pesce, tutte quei crinali, cappelli e/o secche che sono caratterizzati da sbalzi di 2/4 m; spesso sono posti che sembrano insignificanti, posti sui quali molti non scommetterebbero un centesimo sono invece quelli che io chiamo “posti bancomat”. Il motivo è semplice, il termoclino. Su quei sommi troveremo le condizioni ideali affinchè la minutaglia sparsa nel piatto circostante lì andrà ad ammassarsi e sarà il primo motivo per cui ogni predatore nel circondario comincerà ad interessarsi al nostro spot, e la presenza di acqua stratificata spingerà i dentici a popolare la fascia temperata; in proposito voglio raccontare un mio incontro.
Marzo 2010; prima settimana di marzo, acqua cristallina e ghiacciata. Col mio fido compagno stavamo pescando a staffetta e lui aveva ancorato il gommone a 400 m più avanti rispetto a dove mi aveva lasciato, ovvero nella posidonia più “brutta ed inutile”. Armato della mia solita pazienza ho cominciato a fare planate su planate, alla ricerca di roccia. Ad un tratto mi sono trovato nel fango, sui 12 m di profondità, e dopo qualche minuto di nuoto tranquillo ho trovato una dorsale che risale a 7,5 m, creando uno sbalzo di 5 m. Credetemi, mi sono emozionato al pensiero di quello che avrei potuto trovare solo un mese dopo. Fortunatamente il gommone era in vista; ho lasciato il pallone sul cappello ed ho fatto una nuotata a tutta forza per recuperare il gommone e quindi fare tutte le manovre di recupero boa e memorizzazione del punto. Una volta recuperato l’amico siamo tornati per verificare bene il punto e la sorpresa iniziale è stat anche rinforzata dalla presenza di diverse ed interessantissime tane.
Sul punto non ci siamo mai ancorati ed abbiamo sempre evitato di pescare in tana, pur consci di lasciare spesso pesce, ma al primo giorno valido lo spettacolo è stato da documentario. Senza ancorare il gommone mi ha lasciato un po’ prima del cappello, lunga ventilazione e discesa quanto più possibile fluida e silenziosa; appostamento in una buca, non più di trenta secondi di aspetto ed una cinquantina di dentici fra i 3 ed i 4 kg a tiro, tutti posti leggermente alti, nella cappa di acqua calda. Come mio solito mi sono accontentato del pesce più sicuro, anche a costo di prendere uno “piccolo”; infatti il tiro ha ucciso sul colpo un pesce di 3 kg scarsi, non destando alcuna fuga paurosa del resto del branco. In quel momento la cosa da fare è un grosso sforzo nel tenere a bada l’istinto di pescatore, salire sul gommone ed andare via, limitando il prelievo a solo un pesce (da qui….posto bancomat). Il branco rimane nei dintorni e la storia si ripeterà ogni sera, allo stesso orario!!
Per chi si muove da terra, a nuoto o con lo scooter, qualora si trovasse in zone insignificanti deve sempre fare attenzione alla direzione di avvicinamento di qualche saraghetto, occhiata. Spesso ci indicano la direzione nella quale cercare la secca, il ciglio, in quanto loro si staccano dal punto, magari a causa delle nostre vibrazioni e poi ci tornano certi della “inattaccabilità” che la secca gli garantisce, magari grazie a qualche tana Doc.
Volendo quindi riassumere, sbalzi netti di batimetria, presenza di minutaglia nel nulla, gps (o mire), spasmodica ricerca del termoclino (che a parita di orario può assumere profondità differenti proprio a causa della differente morfologia del fondale) sono il viatico per la ricerca e la successiva caccia dei dentici, mentre se si vuole evitare la ricerca tardo invernale i posti, non fondi, tardo autunnali (fine novembre) sono spesso gli stessi che ad aprile radunano i dentici, anche se insisto sul fatto che la differenza di temperatura ad aprile è molti più marcata che non a novembre.
Aspetto fiducioso i vostri commenti, nella speranza di esser stato chiaro e poco prolisso


Ciao, Marco

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da il Fabio » lunedì 2 aprile 2012, 21:19

Marco...un articolo davvero molto interessante!!!....soprattutto per noi neofiti che siamo alle prime esperienze con questi pesci!!!
Complimenti per la chiarezza delle tue parole e grazie per gli indizi preziosi!!!
:ciao: :ciao:
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R: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da Vito Fasano » lunedì 2 aprile 2012, 21:54

Letto come al solito tutto d'un fiato. Complimenti 8-)

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da g.shark72 » martedì 3 aprile 2012, 17:18

grazie marco x i tuoi preziosi consigli dove traspare tutta la tua esperienza.........ne farò tesoro!!!!!!!!
PS:hai superato andrea!!!!! non ci posso credere!!!! :eek: :eek: :fumato:
il mare.........un'emozione infinita

Un abbraccio da dietro a tutti by PALUZZO


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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da minox » martedì 3 aprile 2012, 17:47

Grazie, chiaro e completo; letto tutto d'un fiato :)

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andrea01
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da andrea01 » martedì 3 aprile 2012, 19:06

letto tutto un fiato come gli altri.molto utile,grazie.....

:sole:
salite il primo gradino con fiducia.non occorre vedere tutta la scala,salite il primo gradino
http://www.youtube.com/user/MrAndrea3003?feature=guide

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da arin60 » martedì 3 aprile 2012, 19:27

E' raro leggere consigli così dettagliati ed interessanti da pescasub che hanno fatto della loro esperienza sinonimo di successo, complimenti veramente e grazie :)
Un abbraccio profondo...................enzo.arnesano

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da lilfabry » martedì 3 aprile 2012, 19:53

Grazie ancora una volta per queste "pagine sacre" della pesca in apnea. Io, benché siano due anni oramai che pratico questo magnifico sport, mi considero un neofita, e come tale assetato di tutti questi pezzetti di memoria di chi come te dimostra di possedere quella sapienza che deriva dalla costanza e dall'amore per il mare. Grazie davvero :clap2:
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da Gerani89 » martedì 3 aprile 2012, 19:54

Posso solo dire grazie...

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da fabio fama' » martedì 3 aprile 2012, 21:17

Complimenti, Marco! Un articolo molto dettagliato e completo! :o.k:
Il mare non ha paese ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare... (G. Verga)

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da titett78 » martedì 3 aprile 2012, 22:05

spettacolo!!!!!!!! olaa!!!

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da kelvy69 » mercoledì 4 aprile 2012, 9:03

Grazie , Marco di condividere con noi le tue esperienze personali e di esprimerle in modo dettagliato, complete di moltissimi particolari utili a tutti.
:clap: :clap:
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da pierl » mercoledì 4 aprile 2012, 9:09

Marcoauf, ovvero la pesca come scienza!
Ho conosciuto pochissimi sub metodici come Marco, non solo nella sistematicità delle uscite ma anche nella raccolta e nell'analisi dei dati raccolti.
E devo dire che questi sub raccolgono sempre strepitosi risultati .
Peccato che io sia così scapocchione* :( ...vabbè, dai, diciamo che ho troppo interessi per perseguirne uno solo, così mi consolo un po' :risatina:
Tanto, a quella regolarità di pescato non arriverò mai!


* Scapocchione: persona sregolata, istintiva, sostanzialmente inaffidabile, nella parlata barese metropolitana.
www.pierluigimorizio.it

"Solo due mestieri si possono fare senza esperienza: la prostituzione e il giornalismo sportivo.Spesso diventano la stessa cosa" (Howard Cosell, giornalista sportivo).

Perché avremmo una mente se non per fare a modo nostro?
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da Daniele » mercoledì 4 aprile 2012, 10:04

Un grosso grazie a Marco per questo suo bellissimo articolo !
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da maestro » mercoledì 4 aprile 2012, 10:05

Pensavo di essere solo io così, e invece sono contento che ci sia gente che non si butta in acqua tanto per bagnarsi,
solo con una spiegazione così puoi pensare di farti capire Bravo...... e Grazie. :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2:

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da sandro86 » mercoledì 4 aprile 2012, 11:51

dentici :lovely: .....ne sto cercando uno da sempre che non è mai arrivato......grazie x i preziosi consigli
DOPO L'ISTANTE MAGICO IN CUI I MIEI OCCHI SI SONO APERTI NEL MARE NON MI è STATO PIù POSSIBILE VIVERE,VEDERE E PENSARE COME PRIMA.......

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da apnea72 » mercoledì 4 aprile 2012, 13:28

Bell'articolo...come sempre del resto quando scrive Marco. Interessante e comprensibile anche per pescasub modesti come il sottoscritto. Complimenti :clap:

PS: ...certo che a leggere ogni volta delle tue 120 uscite "in media" all'anno si rosica di brutto! :D
Luciano
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da dante » mercoledì 4 aprile 2012, 17:32

Complimenti per l articolo, veramente emozionante e grazie per i consigli frutto delle tua esperienza :clap2: :clap2:
Toccherò il fondo...
ma solo per darmi la spinta
per risalire

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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da fofo' » mercoledì 4 aprile 2012, 19:46

Grazie , molto utile ; mi ero sempre posto una domanda , qual'era il momento migliore per catturarli , tra alba e tramonto , mi hai risposto : grazie ancora .
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papesub
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Re: Diario di pesca n. 2 - I dentici in primavera

Messaggio da papesub » mercoledì 4 aprile 2012, 21:49

grazie marco per condividere esperienze costruttive. papesub

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