TARAVANA, altro incidente

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TARAVANA, altro incidente

Messaggio da marcoauf » lunedì 28 luglio 2008, 13:49

Vi faccio la cronaca di quello che è successo ad un mio amico per condividere delle informazioni che per noi sono FONDAMENTALI. Non farò il suo nome, tanto non fa differenza, ma vi faccio una lunga premessa per configurarvi il tipo di pescatore
Va a pesca da più di 30 anni, è una persona in ottimo stato di forma fisica in quanto oltre a curare in maniera maniacale l’alimentazione fa sport abitualmente (intendo tutto l’anno) tanto da portarlo a fare, tra gli altri, una media di 200 km di bicicletta a settimana. Va a pesca ininterrottamente da fine marzo a tutto novembre, è stato agonista di livello elevato (è stato in prima categoria) e nell’ambiente gode di elevata stima etica e venatoria. È un profondista “nato”, nel senso che è uno di quelle persone a cui la natura ha regalato la capacità di pescare, e sottolineo pescare, tranquillamente sino a 30/35 m nelle difficile, “correntose” e torbide acque di Brindisi, e chi le ha frequentate sa cosa significa. Non per denigrare gli aspettasti, ma a quelle quote lui pratica in assoluto controllo ed autonomia la pesca in tana mista ad agguato, ovvero quanto di più fisicamente/mentalmente massacrante ci possa essere per un pescatore subacqueo.
Penso che da questa premessa vi siate fatti il profilo di un pescatore di livello assoluto, che come tanti altri annualmente ama fare le vacanze con la famiglia, cercando di unire l’utile al dilettevole, ovvero cercando di andare in posti dove il pesce non scarseggia. Quest’anno si è recato in Sicilia, e più esattamente a Lampedusa, fornito ovviamente di gommone per raggiungere le secche al largo.
Arrivo al dunque; si è beccato un Taravano pazzesco, dovuto al fatto che stava pescando da più giorni, per diverse ore al giorno, a quote non inferiori ai 28 m, ma spesso fra i 32 ed i 40 m (usando anche il piombo mobile)…..praticamente nell’abisso!!!!!!! Come precauzione ha adottato quella di intervallare una giornata di intero riposo dopo una “infernale”, rispettando ovviamente durante le immersioni i normali tempi di recupero che tutte le riviste ed articoli consigliano. A quanto pare non gli è servito; fortunatamente sta lentamente migliorando (forse anche grazie al fatto di essere comunque una persona “sana”), ma lo stazionamento in camera iperbarica è stato ovviamente obbligatorio, visto che parte del viso era in paresi, non riusciva a parlare “correttamente”, un fortissimo dolore di testa lo stava distruggendo, qualche vuoto di memoria lo stava evidenziando ed un generale senso di spossatezza lo sta ancora accompagnando.
Hanno naturalmente contattato i medici che nell’ambiente sono noti (qualcuno è ancora impegnato a salvare Moleni dalla morte) ed agonisti di livello nazionale che sono stati colpiti dallo stesso problema, e solo una TAC potrà definitivamente sgombrare il campo da eventuali danni “nascosti”, che tutti noi speriamo ovviamente non si siano verificati.
I medici hanno detto che purtroppo di fronte al TARAVANA molto c’è ancora da fare, e soltanto la monitorizzazione di questi casi sta lentamente aggiungendo mattoni di conoscenza che potranno contribuire alla prevenzione; comunque la prima cosa che è emersa è che pescando dopo i 20 m di profondità, il tempo di recupero deve essere MINIMO 4 VOLTE IL TEMPO DI APNEA.
Dopo questo lungo racconto ho voglia di fare una serie di considerazioni, sia in virtù di quanto sopra raccontato ma specialmente perché leggo e sento parlare tanti di pesca profonda (dai 18/20 m in poi) con una eccessiva e preoccupante facilità, leggerezza, inconsapevolezza:

- la vita è una, i pesci tanti, quindi non tiriamo le apnee (non centra col TARAVANA ma deve essere la regola base quando si pesca, anche a 2 m di profondità);
- alla pesca in profondità si giunge con calma, tanta calma, aggiungendo non più di 2 m di autonomia all’anno; non serve dire …scendo a 20 m se significa toccare il fondo e risalire; pescare è tutta un’altra cosa, e lo si capisce quando si ha il pieno controllo mentale di ciò che si sta facendo;
- rispettiamo i tempi di recupero, anche quando si pesca entro quote più umane (intendiamoci, già 15 m sono tanti- è un palazzo 4 piani); tra l’altro, diciamo per la pesca entro i 15 m non è stato chiarito se si è fuori dal rischio di TARAVANA; chi pesca in tana sa che a volte lo si fa con ritmi pazzeschi, ovvero risalita, due respiri e giù….e chi ci dice che farlo per 4/5 ore non ci avvicina alle stesse condizioni di una pescata fonda??????? Come già detto la medicina deve ancora indagare, e la cosa non è assolutamente esclusa.
- premesso che vi scrive è uno che ama pescare da solo (ma che quando sta solo non va mai oltre i 10/12 m), se si sta pescando più fondi bisogna assolutamente farlo in coppia, magari con un solo fucile;
- se quel giorno non ci si sente bene, anche un piccolo disturbo, malgrado sia stata una pescata iperprogrammata, desiderata, sudata, NON SI ENTRA IN MARE.

Mi aspetto qualche intervento del “moralista” di turno, ma spero in interventi intelligenti e costruttivi.
Ultima modifica di Daniele il sabato 18 settembre 2010, 18:19, modificato 1 volta in totale.


Ciao, Marco

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da pierl » lunedì 28 luglio 2008, 14:27

marcoauf ha scritto:.....Tra l’altro, diciamo per la pesca entro i 15 m non è stato chiarito se si è fuori dal rischio di TARAVANA; chi pesca in tana sa che a volte lo si fa con ritmi pazzeschi, ovvero risalita, due respiri e giù….e chi ci dice che farlo per 4/5 ore non ci avvicina alle stesse condizioni di una pescata fonda??????? Come già detto la medicina deve ancora indagare, e la cosa non è assolutamente esclusa....
A me è stato chiarito recentemente.
Cito Malpieri che, parlando del suo intervento con Molteni, ha detto che in contemporanea stava curando un sub a Latina colpito da Taravana mentre pescava a quote non superiori ai 15 metri.
C'è altro da dire?
E so di un'altra persona colpita da un "segnale d'allarme" ( vertigine, spossatezza, gambe tremanti, dislalìa) mentre pescava a 8 metri.
Guardacaso in vacanza, mentre pescava ogni giorno due volte al giorno.
E' la ripetizione dello sforzo che conta, ben più della profondità.
Per cui, ragazzi, è inutile che ce la meniamo dicendo " Tanto io pesco a sette metri".
Come ha detto Marco, la pesca in tana può essere rischiosa anche a bassa quota se non si recupera bene.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » lunedì 28 luglio 2008, 15:01

Innanzitutto, un grosso augurio di pronta guarigioen al malcapitato di cui intuisco le generalità ... ?? :matrix: ???

Poi un ringraziamento al buon Marco che raccontandoci questa storia ci ha ricordato, e ce n'è sempre bisogno, che il nostro sport è assai pericoloso, quanto ignote e inesplorate sono le variabili fisiologiche inerenti ad esso.

NB: qui i falsi moralisti o i criticoni del ca.zzo non sono ben visti.... :police:
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da pescetto » martedì 29 luglio 2008, 7:06

Che storia pero'..........e che tristezza..........io penso che bisogna avere piu'rispetto di noi stessi.......certe volte ci facciamo prendere troppo dalla sicurezza........a volte capita anche a me di fare lo sborone........sulla profondita'non scherzo......ma sulle ore in mare un po'si :martello: .....

Ma la TARAVANA,è LA SINCOPE che conosciamo tutti o è un'altra bestiaccia?
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da marcoauf » martedì 29 luglio 2008, 8:18

pescetto ha scritto:Che storia pero'..........e che tristezza..........io penso che bisogna avere piu'rispetto di noi stessi.......certe volte ci facciamo prendere troppo dalla sicurezza........a volte capita anche a me di fare lo sborone........sulla profondita'non scherzo......ma sulle ore in mare un po'si :martello: .....

Ma la TARAVANA,è LA SINCOPE che conosciamo tutti o è un'altra bestiaccia?
No, è tutt'altro. La sincope avviene quando l'ossigeno è finito (molto in breve), mentre la Taravana è assimilabile all'embolia del bombolaro; cmq se cerchi su internet trovi molto di più di queste pochissime parole che ti ho scritto.
Ciao, Marco

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da ivan73 » martedì 29 luglio 2008, 12:45

dita incrociate ed un grosso in bocca al lupo per il tuo amico!

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da contesax » martedì 29 luglio 2008, 12:58

resto basito, anche perche' conosco la persona in questione e conosco l'eccellente stato di forma: e' proprio questo che mi fa pensare

speriamo solo che si riprenda presto e, soprattutto, totalmente
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da iaxx » martedì 29 luglio 2008, 13:21

In realtà il taravana non è ne' una sincope nè tantomeno una Mdd (malattia da decompressione - ovvero un accumulo in piccole bollicine di particelle di azoto nei tessuti)
E' stato "quasi" provato scientificamente la "quasi" impossibilità di una mdd da apnea.
Il taravana è pericoloso proprio in quanto misterioso; in comune a tutti gli incidenti di taravana comunque ci sono gli sforzi prolungati in apnee per lo più oltre i 15 metri e con scarsi recuperi.

In pratica, non dobbiamo essere umili solo sulla profondità e sulla durata dell'apnea, ma anche sulla durata dell'escursione intera. Sicuramente portarsi dietro un integratore salino e restare in superficie almeno il tempo doppio dell'ultima apnea prima di immergersi di nuovo, sono regole importanti.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da tonios » martedì 29 luglio 2008, 13:30

be effetivamente il discorso taravana ,e lungo e complesso.
ma in ogni caso occhio ragazzi ,almeno rispettiamo il recupero e molto importante visto che fin ora quello che si conosce in merito e poco o niente ed ogni indivbiduo risponde in modo diverso al taravana anche in base alla stessa densita ossea quindi ,i fattori sono tanti ,ma aime c e chi e piu predisposto di altri questo e quanto evince da alcuni studi.

marco non posso che augurare un grande imbocca al lupo per la persona in questione.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da spigolone » martedì 29 luglio 2008, 14:32

c'è davvero da rifletterci sù :mmm:
credo che non sia questione di profondità (anche se questa può contribuire ad accelerarne i negativi effetti), ma di effettivo stress psicofisico alla quale viene sottoposto il fisico di un pescasub in fase di frenesia venatoria, lasciando poco spazio al recupero energetico;
ora mi spiego cosa ho rasentato qualche anno fà, quando mi ritrovai in superfice, dopo alcune sommozzate a -18, con le gambe tremanti e la mascella dolorante :o

occhio ragazzi, Marco ha ragione
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Vito Fasano » martedì 29 luglio 2008, 14:45

:nono: mi dispiace tanto.... spero proprio che si riprenda presto questo nostro collega
La scienza ha il compito di dare risposte nuove a domande vecchie.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » martedì 29 luglio 2008, 17:44

Fortunatamente possiamo affrontare questo argomento con calma (senza il timore di essere attaccati per la nsotra mancanza di cultura medica).

Di questi episodi negli ultimi anni si ha avuto notizia molto spesso. Alcuni hanno avuto esiti fatali, altri episodi hannoa vuto degli esiti più felici seppur il malcapitato ha rischiato la vita.

Ciò che ho riscontrato io è che questi episodi hanno numerosi fattori in comune:
1) accadono durante le vacanze (quindi quando si va al mare ogni giorno e per molte ore al giorno);
2) accadono a forti pescasub soprattutto profondisti;
3) accadono spesso a fine giornata;

Insomma, si tratta di persone che per molti giorni consecutivi "tirano" al massimo chiedendo al proprio organismo delle performance e degli sforzi estenuanti!
Cosa accade ancora non è sicuro semplicemente, ma il buon senso ci dovrebbe portare a pensare che ciò che si verifica è un "crollo" piscofisico totale. In parole povere il corpo umano non ce la fa più e si "pianta" come farebbe un'automobile spinta al massimo della velocità per più giorni consecutivi!

Da cosa dipende questo "crollo" ???
Incapacità di smaltire le "scorie" (azoto, radicali liberi, altre molecole il cui ruolo è ancor aignoto) derivanti dallo sforzo???
Superamento dei limiti di resistenza del corpo umano allo sforzo??
Altri fattori sconosciuti o inesplorati??

Sarà la scienza a rispondere, speriamo in un futuro non troppo lontano.

A noi non rimane altro che praticare la difficile arte della prudenza!
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da pescetto » martedì 29 luglio 2008, 18:00

A noi non rimane altro che praticare la difficile arte della prudenza!
Infatti.........essere prudenti è l'unica essenziale precauzione..............è davvero importante.....abbiamo tante difficolta'da superare..........cerchiamo di essere sempre lucidi,e riflettere,col mare non si cherza.....e c'è da dire che non siamo super eroi..spesso lo dimentichiamo..........

cmq una buona guargione a questi grandi pescatori,anche se non li conosco......... :ciao:
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da ivan73 » martedì 29 luglio 2008, 19:40

leggendo quello che avete scritto ed anche sulla base della mia esperienza di mare voglio fare una riflessione:
che il nostro sport abbia ancora molte incognite legate al fatto di operare in un ambiente non congeniale all'uomo credo sia fuori discussione, ma quante volte ci è capitato soprattutto dopo diversi giorni in cui non siamo potuti andare al mare, una volta avutane l'occasione di rimanere in acqua fino a quasi l'incapacità fisica?
A me più di una volta, preso dalla contentezza di una giornata di mare senza vincoli di orario, è capitato di stare in acqua diverse ore, fino a raggiungere il limite in cui non avevo nemmeno la forza di pinneggiare per rientrare, e una volta giunto a riva sentivo il desiderio di strapparmi la muta di dosso.
Ho notato che in questi casi le apnee alla lunga si riducono notevolmente ( capita anche a voi ) e nonostante si stia in superficie diverso tempo non si riesce a recuperare.
Quanto dipende da noi?

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da iaxx » mercoledì 30 luglio 2008, 6:51

Si certo, ma l'ho sempre avvertita come semplice spossatezza fisica. Un generale calo di forza, resistenza e concentrazione.

Ormai uso un indicatore infallibile che mi fa capire quando devo uscire: mentre ricarico l'arbalete, se sento che devo sforzarmi in maniera inusuale per raggiungere la seconda tacchetta (che di solito raggiungo al primo sforzo) prendo la via per la spiaggia. Solitamente il mio tempo di permanenza in acqua è di 4 ore.
Se resto di più non recupero entro le solite 18-20 ore la stanchezza accumulata; inoltre dopo ogni escursione mi scolo litri e litri di acqua durante la giornata, almeno il doppio del normale.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » mercoledì 30 luglio 2008, 8:15

iaxx, ha toccato un argomento importante: la forte disidratazione a cui viene sottopsoto il nostro corpo.
Noi comuni mortali dopo una pescata ci reidratiamo per poi andare a pesca dopo qualche giorno, dando tempo al nostro organismo di ritrovare il suo equilibrio ottimale di sali minerali.
Chi pesca a quei livelli, invece, dopo aver "impoverito" il proprio corpo dei sali minerali pescando tutto il giorno, il giorno dopo e tutti quelli a seguire continua a consumare sali minerali e liquidi che magari non vengono del tutto reintegrati. Il tutto può portare alla lunga a gravi conseguenze ???

A tal proposito, ricordo l'esperienza di alcuni amici agonisti che dopo aver passato 15 gg a preparare il campo gara per una campionato di prima os econda categoria tornavanoa casa smagriti di oltre 10 Kg tanto da sembrare irriconsocibili. Eppure, mangiavano abbondantemente!
Il che significa che ciò che avevano perso erano essenzialmente liquidi corporei e dunque sali minerali...
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da iaxx » mercoledì 30 luglio 2008, 10:38

Si, ho sempre associato la perdita dei sali minerali alla maggior parte dei fastidi e disturbi fisici dell'apnea.
Non solo il nostro corpo è sottoposto ad un duro lavoro muscolare.

A livello di teoria (non ne conosco conferme, quindi prendete la cosa come chiacchiera pura) immagino che l'osmosi tra i tessuti più esterni del corpo e l'acqua di mare si tramuti in una grande perdita di liquidi, assorbiti dal sale marino; di contro il nostro corpo assorbe questo sale - il che forse spiega perchè in poche ore di pesca, diventa impellente e frequente il bisogno di urinare... forse per eliminare questo sale! E ciò fa perdere ulteriori liquidi.

Ora, si sa che i sali minerali sono necessari anche al corretto funzionamento del sistema nervoso e vascolare, oltre che muscolare. Quindi se il Taravana riguarda questi 3 apparati contemporaneamente, perchè non pensare che una concausa sia proprio la perdita eccessiva di liquidi?

Se ritenete che tale ipotesi possa avere un senso, vi avverto che IODASE, l'integratore salino che preferisco, è in offerta all'ipercoop a 6,7 euro! :fuso: ...scusate, vado a bere
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » mercoledì 30 luglio 2008, 12:25

iaxx ha scritto:Si, ho sempre associato la perdita dei sali minerali alla maggior parte dei fastidi e disturbi fisici dell'apnea.
Non solo il nostro corpo è sottoposto ad un duro lavoro muscolare.

A livello di teoria (non ne conosco conferme, quindi prendete la cosa come chiacchiera pura) immagino che l'osmosi tra i tessuti più esterni del corpo e l'acqua di mare si tramuti in una grande perdita di liquidi, assorbiti dal sale marino; di contro il nostro corpo assorbe questo sale - il che forse spiega perchè in poche ore di pesca, diventa impellente e frequente il bisogno di urinare... forse per eliminare questo sale! E ciò fa perdere ulteriori liquidi.

Ora, si sa che i sali minerali sono necessari anche al corretto funzionamento del sistema nervoso e vascolare, oltre che muscolare. Quindi se il Taravana riguarda questi 3 apparati contemporaneamente, perchè non pensare che una concausa sia proprio la perdita eccessiva di liquidi?

Se ritenete che tale ipotesi possa avere un senso, vi avverto che IODASE, l'integratore salino che preferisco, è in offerta all'ipercoop a 6,7 euro! :fuso: ...scusate, vado a bere
La poliuria (frequenti minzioni) da freddo è una delle cause della perdita di liquidi.
Grazie ad un semianrio tenuto dal dr. Sponsiello alcuni anni fa in quel di Lecce, ho appreso che l'eccessiva perdita di liquidi è una conseguenza dell'apnea.
Ora non ho le competenze mediche per esporvi il tutto, ma vi accenno che per effetto dell'apnea e della pressione il nostro organismo si libera dei liquidi di cui normalmente ha bisogno.
Questo prescinde dalla presenza di urina nella vescica. Infatti, chi ha il pisciarino potrà notare che dopo le prime minzioni, dal pisciarino non esce alcun liquido giallognolo bensì un liquido trasparente!!!!
Il Dr. Sponsiello ci spiegò che, appunto, si assiste a minzioni di acqua e non di urina.
Addirittura disse che da analisi di laboratorio quel liquido ha il sapore dell'acqua e non ricorda neanche lontanamente l'urina. Tutto ciò è accompagnato dalla assenza dellos timolo della sete durante la pescata in quanto il nostro organismo, impegnato a liberarsi dei liquidi, produce degli ormoni che inibiscono lo stimolo della sete che il cervello normalmente ci invia! Questa assenza di sete si potrae anche dopo l'immersione per un certo epriodo di tempo.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da pierl » mercoledì 30 luglio 2008, 14:26

Daniele Pancosta ha scritto:.... per effetto dell'apnea e della pressione il nostro organismo si libera dei liquidi di cui normalmente ha bisogno.-... Tutto ciò è accompagnato dalla assenza dellos timolo della sete durante la pescata ...
Precisamente.
Ecco perchè bisogna sforzarsi di bere anche se non si ha sete.
Del resto, la sete abnorme che TUTTI proviamo dopo qualche ora dal ritorno ( specie dopo qualche apnea profonda) ne è una prova empirica indiscutibile.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » mercoledì 30 luglio 2008, 15:06

pierl ha scritto:
Daniele Pancosta ha scritto:.... per effetto dell'apnea e della pressione il nostro organismo si libera dei liquidi di cui normalmente ha bisogno.-... Tutto ciò è accompagnato dalla assenza dellos timolo della sete durante la pescata ...
Precisamente.
Ecco perchè bisogna sforzarsi di bere anche se non si ha sete.
Del resto, la sete abnorme che TUTTI proviamo dopo qualche ora dal ritorno ( specie dopo qualche apnea profonda) ne è una prova empirica indiscutibile.
Infatti, appena al cervello smettono di arrivare le molecole targate "STOP-SETE", inizia ad arrivare una valanga di molecole targate "BEVI COME UN CAMMELLO POICHE' OGNI CELLULA SI E' RINSECCHITA!!!" :-P
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