TARAVANA, altro incidente

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francesco.cassano
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da francesco.cassano » giovedì 31 luglio 2008, 13:30

Daniele Pancosta ha scritto: Ciò che ho riscontrato io è che questi episodi hanno numerosi fattori in comune:
1) accadono durante le vacanze (quindi quando si va al mare ogni giorno e per molte ore al giorno);
2) accadono a forti pescasub soprattutto profondisti;
3) accadono spesso a fine giornata;
Verissimo, la casistica tipo sembra essere proprio questa. Aggiungerei anche che:
4) i coinvolti regolarmente riferiscono di aver avuto l'incidente negli ultimi giorni di vacanza, quando ,oramai stanchi, non pescavano più a profondità stratosferiche ma di "riposo".

Ciò dimostra quanto dannoso sia l'accumulo di azoto creatosi nei giorni di "follia venatoria" e non adeguatamente smaltito. Scrivo azoto perchè a me consta che il taravana sia dovuto alle famose bollicine di azoto nel sangue, e quindi accomunabile alla mdd; se mi sbaglio, chiedo venia.

P.S. mi sono documentato, nei suoi lavori il prof. Malpieri spiega con chiarezza che il Taravana è causato da bolle di azoto.
Ultima modifica di francesco.cassano il venerdì 1 agosto 2008, 16:14, modificato 1 volta in totale.


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Daniele
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » giovedì 31 luglio 2008, 15:34

Mi permetto di aggiungere un 5° aspetto comune:
In alcuni episodi, purtroppo fatali, il malcapitato di turno stava facendo l'ultimo tuffo prima del tramonto del sole!
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Carmineros » giovedì 31 luglio 2008, 19:01

Ho letto solo ora quello che è successo e anche se non conosco il malcapitatao non posso far altro che accodarmi con tutti voi gli auguri di pronta guarigione.
Ho letto tutta la discussione dall'inizio è ho notato che ne so veramente molto poco riguardo ai rischi di profondità, non ho nessuna nozione riguardo ai rischi derivanti da taravana, quindi mi astengo dagli interventi ma vi assicuro che sto seguendo il post con molta attenzione, appunto perchè non ne so nulla.

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Iacopogogna » sabato 13 marzo 2010, 18:10

Premetto che mi sono iscritto da poco e mi piacciono molto le vostre discussioni.
Un paio di giorni fà ho parlato di questo argomento con Silvano della TopSub, che mi ha detto di aver avuto più di una taravana e che secondo lui dipende molto dalla velocità di risalita, e che chiaramente quando si tirano le apnee si tende a risalire molto più velocemente.
risalita veloce =>apertura degli shunts arterovenosi nei capillari polmonari => entrata nel circolo arterioso di microbolle => aumento di volume di queste per effetto della legge di Boyle => localizzazione nei territori cerebrali=embolia gassosa arteriosa con rottura delle pareti vasali da aumento di dimensioni della bolla gassosa localizzatasi in quella zona
Io credo che questo possa essere un valido motivo per cui avviene il fenomeno taravana.
Ciao a tutti

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da giulio » martedì 16 marzo 2010, 16:28

marco ti ringrazio pe il racconto, in ritardo lo so ma auguro di cuore una buona guarigione al malcapitato :consola:
ti ringrazio perchè non avevo mai sentito di questo taravana, e anche se non sono un gran pescatore mi pare utile saperne perchè io pesco sopratutto quando sto dai parenti, e preso da quel mare cosi bello cerco di sfruttare tutto il tempo che ho, il che vuol dire 6-7 ore di pesca e piu giorni possibile, anche consecutivi se possibile.
se la profondita non conta (tocco i 15 ma mi tengo prima dei 10, proprio perchè toccare e pescare sono due cose diverse e se vado oltre mi sponpo troppo), dopo aver letto questo mi sa che cercherò di orgnizzarmi diversamente e di farci piu attenzione ;)
e il fatto di non capire da cosa dipende (le abbiamo dette tutte senza trovare prove di nessuna praticamente), peggio mi sento :consola:
"Un vecchio pescatore maldiviano un giorno mi disse:io non so neanche nuotare, ma vorrei darti un consiglio; aveva una noce di cocco in mano, la voltò, e face cadere del latte di cocco in mare, poi prese un pezzo di corallo e lo gettò in mare. Mi disse: ogni volta che vai in acqua cerca di essere come il latte di cocco, non come il corallo, perchè il corallo è ancora un pezzo di corallo, il latte di cocco ora è il mare."
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da sirbone » mercoledì 17 marzo 2010, 16:54

Io pure sono molto ignorante in materia...
Pero' ho notato che da quando pesco nel lazio, pur non superando i 15 mt, sono soggetto a degli stati di instupidimento e spossatezza, nei giorni successivi alla pescata.
Credo che pero' non siano taravana... (anche se non so cosa sia)....
Comunque una cosa e' certa:
nel lazio, le acque torbide, non ti fanno vedere il fondale e ti costringono ad una pesca forsennata e ad un sali e scendi continuo, per esplorare con le planate il fondale e per poter individuare tane e appostamenti da sfruttare,facendo nella stessa discesa anche dei piccoli agguati. in questa pesca (che io chiamo razzolo, forse mi sbaglio) i recuperi sono minimi e quindi...in parole povere, non penso che faccia bene viaggiare con questi ritmi...
In sardegna, questo malessere, non lo ho mai avvertito, perche', secondo me, oltre ad evitare discese inutili di esplorazione, (potendo vedere il fondo a profondita' notevoli)... , spesso pratico la pesca in caduta, scendendo sulla verticale del pesce,solo dopo averlo individuato, quindi scendendo anche i 20 mt (e oltre), ma toccata e fuga,
(sparo il pesce e risalgo) e quindi con apnee ridottissime di 40 50 sec. e con recuperi lunghissimi, dovendo scrutare il fondo dalla superfice per scoprire la presenza dei pinnuti....

Credo che fondamentalmente, taravana o non taravana... tocca andarci piano e recuperare sempre con calma in superfice...forse il doppio del tempo in superficie, rispetto a quello passato sotto e' pure poco, se contiamo che a volte si fa su e giu' per troppo tempo e troppe volte consecutive...
Buon mare a tutti e siamo prudenti...

P.S. Auguri di pronta guarigione a tutti coloro che sono in convalescenza ... :ciao:
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Gizzo » giovedì 18 marzo 2010, 19:35

Ho seguito questa discussione ed ho pensato all'incidente che mi è capitato il 14 Agosto 1974 a Ventotene. Non si sapeva niente della Taravana, ma le coincidenze che leggo mi danno da pensare.

14 Agosto 1974, ho una pagina di giornale intera che racconta la storia.
Pescavo a Ventotene, ero con il mio gozzo, due amici allievi quasi laureati in medicina e la mia fidanzata. Ogni giorno pescavo a quote impegnative e prendevo tanti pesci di taglia. Una mattina il cielo si copre e viene un'improvvisa tempesta di vento e pioggia, per andare a rinforzare gli ormeggi alla barca affronto la tempesta a capo scoperto. Dopo mezz'ora è tutto finito e torna il sereno. Provo una strana sensazione di freddo alla testa e dico ai miei amici che quel giorno non saremmo andati a pesca. La giornata scorre in riva al mare al sole ed incominciamo a infilarci le maschere ed i miei amici mi chiedono di andare a pesca. Andiamo allo scoglio di S.Stefano/ Cala Giulia, una frana che arriva a 70 metri. Mi metto a pescare ed in poco tempo mi trovo solo per superare un gruppo di bombolari che passeggiavano sotto di me e facevano un gran casino. Agguato a 27 metri, passando davanti ad un buco vedo la cernia, le sparo e le va dentro un pò di sagola. Senza pallone Istintivamente mi trattengo per farla uscire subito ( come ho fatto molte altre volte), a questo punto il buio. Cosa è successo dopo è un film del terrore. Erano le 5 del pomeriggio i miei amici quasi medici mi hanno trovato in superficie a galleggiare con la faccia in giù ed il cuore fermo.
A mezzanotte sono stato portato da una motovedetta della finanza a Napoli ero già in coma di 4° grado (si dice irreversibile), mi ha accolto l'unico medico iperbarico in Italia in grado di capirne qualcosa: Raffaele Pallotta. Mi ha messo in una camera iperbarica ad ossigeno puro a 4 atm, ci ho passato tutta la notte e gradualmente ho incominciato a riprendermi.

Oltre al medico di gran bravura, quello che mi ha salvato è stata una precauzione che ho sempre insegnato ai miei allievi: la sincope non si sente arrivare e viene quasi sempre in fase di risalita, negli ulltimi metri; per non riandare giù, quando si pesca profondo si sale sempre con la fibbia della cintura aperta ma trattenuta dalla pressione del polso. Se si ha un leggero stordimento la cintura cade e si rimane in superficie.'

Ancora pensando all'incidente dell'amico di Marco, mi è tornato alla memoria l'incidente che fu fatale a Marco Berardinone. Era un apneista al top della forma e scendeva come un sommergibile. Era in vacanza a Lampedusa con la fidanzata e pescava tutti i giorni a quote molto impegnative. E' stato però meno fortunato.

Tutto questo è un monito per i profondisti di questo Forum, prudenza ed ascoltate sempre i segnali del vostro corpo e della vostra mente.
I subacquei che si danno arie o sono bombolari o palloni gonfiati.
Non sono un cuoco ma mi piace pescare e mangiar bene
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Antonino_S » venerdì 19 marzo 2010, 12:56

certo che te la sei vista brutta Gizzo :o
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Daniele » venerdì 19 marzo 2010, 13:20

sirbone ha scritto: ho notato che da quando pesco nel lazio, pur non superando i 15 mt, sono soggetto a degli stati di instupidimento e spossatezza, nei giorni successivi alla pescata.
Credo che pero' non siano taravana... (anche se non so cosa sia)....
Penso che si tratti degli effetti della forte disidratazione.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Ramirez » venerdì 19 marzo 2010, 13:56

da quanto ho appreso al corso che ho fatto,il problema avviene per l accumularsi di bollicine di azoto che si uniscono fino a formare una "massa" più grande!
quando il sangue con l attività fisica si addensa è più facile per queste bollicine "appicicarsi"tra loro!
bevendo molto il sangue sarà più fluido e ostacola questo fenomeno!
cè da dire che avendo le labbra costantemente immerse nell acqua il campanello della sete è pressocchè spento quindi il fatto di non avere sete non significa che non si ha bisogno di liquidi!
un grosso in bocca al lupo all'amico colpito da questa disavventura
ps MORALISTI E BENPENSANTI VI DISPREZZO TUTTI QUANTI

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da giulio » venerdì 19 marzo 2010, 16:03

cavolo gizzo certo che te la sei vista brutta davvero :o

questo metodo di risalire con la cintura aperta non l'avevo mai sentito, complimneti davvero :clap:
"Un vecchio pescatore maldiviano un giorno mi disse:io non so neanche nuotare, ma vorrei darti un consiglio; aveva una noce di cocco in mano, la voltò, e face cadere del latte di cocco in mare, poi prese un pezzo di corallo e lo gettò in mare. Mi disse: ogni volta che vai in acqua cerca di essere come il latte di cocco, non come il corallo, perchè il corallo è ancora un pezzo di corallo, il latte di cocco ora è il mare."
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da tarcioz » venerdì 19 marzo 2010, 16:28

Ragazzi vorrei aggiungere un altra cosa molto importante visto che il il discorso taravana si è diretto molto verso il fattore quota operativa.
Ultimamente sono stati riscontrati casi di taravana anche sui pescatori professionali di ricci (e senza bombole).Le quote operative dei pescatori di ricci,superano raramente i 5-6mt di profondità.Un pescatore preparato atleticamente ha dei tempi di recupero praticamente nulli,2-3 boccate d'aria e si è pronti per il nuovo tuffo.Se l'operazione viene ripetuta per svariate ore,si può incorrere nel rischio taravana tanto quanto un profondista,indipendentemente dalla quota operativa.
Anche se gli studi già fatti hanno portato alla luce che oltre una certa quota è molto importante rispettare i tempi di recupero,meglio non prendere alla lettera queste affermazioni,viste le eccezioni riscontrate.
Salvaguardiamoci..
Ultima modifica di tarcioz il venerdì 19 marzo 2010, 23:19, modificato 1 volta in totale.

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da fradem » sabato 20 marzo 2010, 0:12

In bocca al lupo per il tuo amico!

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da Siniscam » sabato 20 marzo 2010, 1:34

RAMIREZ ha scritto:da quanto ho appreso al corso che ho fatto,il problema avviene per l accumularsi di bollicine di azoto che si uniscono fino a formare una "massa" più grande!
quando il sangue con l attività fisica si addensa è più facile per queste bollicine "appicicarsi"tra loro!
bevendo molto il sangue sarà più fluido e ostacola questo fenomeno!
cè da dire che avendo le labbra costantemente immerse nell acqua il campanello della sete è pressocchè spento quindi il fatto di non avere sete non significa che non si ha bisogno di liquidi!
Hai pienamente ragione. :clap: Anche al mio corso si è parlato di taravana che, in buona sostanza, è una malattia da decompressione; l'azoto quindi c'entra in pieno.
Un'altro tipo di immersione molto pericolosa è quella chiamata del paperino (sub apneista trainato da una corda con manubrio grazie alla quale ripete veloci immersioni e risalite per esplorare il fondale); azoto alle stelle e tempi di recupero ridottissimi (si consuma poco ossigeno).
Oltre alla prudenza in generale, sopratutto con giorni consecutivi di lunghe pescate, per quanto mi è stato insegnato al corso raccomando di:
1. attendere sempre i tempi di recupero di almeno 3 o 4 volte il tempo do apnea;
2. bere non meno di mezzo litro di acqua addolcita con fruttosio (gli integratori salini sono dannosi perchè affaticano le reni ed il liquido in cui siamo immersi contiene già fin troppo sale) mentre siamo in mare; il fruttosio rende zuccheri subito disponibili per essere utilizzati dall'organismo;
3. evitare apnee profonde se non si è in perfetta forma fisica (se si è stanchi non si è in forma);
4. pescare con un compagno affiatato.
Concludo dicendo che il taravana non è conosciuto a sufficienza dai medici; questi sono ancora convinti che la mdd in apnea sia impossibile... balle! Se il vostro compagno presenta sintomi da mdd, potete salvarlo minacciano di denunciare il medico (che non capisce di taravana) e fate in modo di metterlo in camera iperbarica; solo così gli salverete la vita!
Spero di essere stato di aiuto. :ciao:

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da dentice » martedì 24 agosto 2010, 11:53

Parli bene, è tutto giusto quello che dici, anch'io che vado spesso e quasi sempre da solo non pesco mai oltre i 15 metri. Anche se le pescate migliori le ho sempre fatte entro questa profondità, escludendo indubbiamente le cernie e i grossi dentici. Poi, però, basta accontentarsi e divertirsi. Il pesce grosso se lo devi prendere lo prendi anche a 2 metri, con un pò di fortuna... :ciao: :o.k:

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da chimico » martedì 24 agosto 2010, 12:47

mi dispiace molto per tale persona....vi ringrazio di avermi parlato del ''taravana'' perchè fino a pochi minuti fa non avevo assolutamente idea di cos'era!

Gizzo sticazzi....non molti possono raccontare di essere entrati in coma irreversibile... per fortuna tu puoi....
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da 650mb » venerdì 3 settembre 2010, 15:42

pio o meno abbiamo capito le cause del taravana, ora però mi piacerebbe sapere se c'è un modo per sapere quando fermarsi e correre in ospedale. Cioè, se è possibile avvertire qualche campanello di allarme anticipato.

In merito alla sincope, che qualcuno ha mensionato, ho capito che è del tutto inaspettata e ti prende all'improvviso mentre si sta pescando (questo mi spaventa molto). Ditemi voi se anche per la sincope c'è un qualche sorta di sintomo (oltre alla stanchezza fisica) che dovrebbe farmi interropere la pescata.

Per esempio, un paio di volte d'estate, mi è successo dopo la compensazione e appena arrivato sul fondo (parliamo di 5 o 6mt) di provare un lieve capogiro, che non sapendo quale fosse la causa ho immediatamente pensato di interropere e uscire per paura di non essere in forma al 100% e quindi a rischio di un qualsiasi disturbo.

Scusate l'ignoranza medica, ma a chi ha esperienza di questi disturbi vorrei chiedere di più su queste sensazioni premonitrici.

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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da grappo73 » venerdì 3 settembre 2010, 17:05

Io voglio solo augurare un pieno recupero al tuo amico e voglio ringraziare questo forum che tratta questi importantissimi argomenti che a me personalmente fanno venire voglia di scendere in acqua solo quando sono tranquillo e vi garantisco che a discapito di aspetti spettacolari non arrivo mai a sentire le contrazioni e tanto meno ad affrontare profondità a me proibite. Ricordiamoci che la nostra vita è preziosa e che fuori dall'acqua c'è qualcuno non merita di rimanere senza di noi. Dico questo perchè parlando con qualche compagno sento dire spesso io dopo due o tre contrazioni risalgo, forse funziona così io so solo che leggendo questo forum dal momento preciso in cui ho ripreso ad immergermi entro in acqua sempre molto molto prudente. Preciso che sono le parole di un "praticamente neofita" comunque grazie ancora a tutti per queste preziose informazioni. Ancora un imbocca al lupo allo sfortunato sub.
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da giulio » venerdì 3 settembre 2010, 17:19

sono con te :o.k: personalmente non arrivo mai alle contrazioni, perchè se succede qualsiasi cosa mentre torno su preferisco avere ancora qualche secondo ;)
"Un vecchio pescatore maldiviano un giorno mi disse:io non so neanche nuotare, ma vorrei darti un consiglio; aveva una noce di cocco in mano, la voltò, e face cadere del latte di cocco in mare, poi prese un pezzo di corallo e lo gettò in mare. Mi disse: ogni volta che vai in acqua cerca di essere come il latte di cocco, non come il corallo, perchè il corallo è ancora un pezzo di corallo, il latte di cocco ora è il mare."
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Re: TARAVANA, altro incodente

Messaggio da ivan73 » venerdì 3 settembre 2010, 18:52

Per esempio, un paio di volte d'estate, mi è successo dopo la compensazione e appena arrivato sul fondo (parliamo di 5 o 6mt) di provare un lieve capogiro, che non sapendo quale fosse la causa ho immediatamente pensato di interropere e uscire per paura di non essere in forma al 100% e quindi a rischio di un qualsiasi disturbo.
sei sicuro di ventilare nella maniera corretta?

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