Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

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Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda Siniscam » lunedì 17 aprile 2017, 23:34

12 gennaio 2016 by FollowFish

Da qualche anno a questa parte sono cambiate tante cose nel modo di intendere e di praticare la pesca subacquea. Da una parte è avvenuta una crescente ed inarrestabile diminuzione delle presenze ittiche ed un conseguente calo del peso medio delle prede. Se fino ad una ventina di anni addietro alla fine di una pescata ci si faceva le foto ricordo con le cernie da dieci chili o con un carniere di saraghi di ragguardevoli dimensioni, adesso siamo già contenti quando usciamo dall’acqua con un paio di pesci da porzione.
E’ chiaro a tutti che col progressivo spopolamento del mare i pescatori subacquei c’entrano ben poco e che l’attuale situazione dipende dall’eccessivo prelievo della pesca professionale, fatto su scala industriale con sistemi ed apparecchiature elettroniche che individuano con estrema esattezza i banchi, ma ormai anche i singoli pesci, e non danno loro scampo. Le stesse apparecchiature eletroniche vengono usate anche dai pescatori dilettanti che calano le loro lenze sempre più catturanti davanti alla bocca dei pesci scovati a tutte le profondità con precisione millimetrica.
I professionisti ed i dilettanti “lenzaioli” rispetto ai subacquei hanno altri vantaggi, come quello di poter praticare il loro lavoro o la loro passione per un tempo infinitamente maggiore, spostandosi a loro piacimento, di giorno e di notte (quella subacquea è, giustamente, l’unica forma di pesca che si può effettuare solo di giorno), col bello ed il cattivo tempo, standosene tranquillamente al riparo nelle cabine delle loro imbarcazioni, mentre noi poveri pescasub riusciamo a battere qualche centinaio di metri di costa per qualche ora tremando dal freddo, solo se l’acqua è sufficientemente limpida e calma da permetterci di immergerci. Inoltre le categorie di pescatori già privilegiate che ho citato prima godono di un ulteriore beneficio, quello di poter pescare in alcune zone delle Aree Marine Protette, al contrario dei soliti sfigati di turno che tanto per cambiare sono sempre i pescatori subacquei.
Sempre più contrastati e limitati nella loro passione da vincoli ed ostacoli crescenti, sempre più ostracizzati da una parte della pubblica opinione e degli organi d’informazione, combattuti dagli pseudoambientalisti griffati, malvisti o ignorati dai politici, ai quali evidentemente la ristretta categoria dei pescasub porta un numero esiguo di voti, mai esistiti come movimento unito e coeso a causa della propria natura da “lupi solitari”. Pur essendo coloro che potrebbero avere la voce più autorevole perché conoscitori diretti ed attenti della materia, i pescatori subacquei sono stati sempre, oggi più che mai, tagliati fuori dai tavoli in cui si prendono le decisioni sulla gestione, la regolamentazione e la fruizione del mare.
Perché il pensionato che se ne sta seduto su uno scoglio con la sua canna in mano è visto con simpatia e gli è permesso pescare praticamente ovunque, Aree Marine Protette comprese, ed il pescasub deve sottostare a divieti, vincoli e controlli di ogni genere, quando si sa benissimo che quest’ultimo, se va bene, alla fine della sua battuta avrà nel carniere due saraghi adulti ed in misura legale che si sono già riprodotti più volte ed il simpatico pensionato, se va male, avrà nel suo secchio venti saraghetti da dieci grammi , spesso destinati al gatto di casa? Mistero… E vi ricordo che il numero dei cannisti, rispetto ai subacquei, è infinitamente maggiore. Perché pur esercitando la forma di pesca più selettiva, più vincolata, praticata da un ristretto numero di persona, la nostra immagine è stata demonizzata e quasi messa all’indice? Le cause e le colpe stanno dall’una e dall’altra parte. Come ho detto prima conta molto il fatto che non siamo mai stati “categoria”, non abbiamo mai fatto realmente gruppo e pur essendo in teoria politicamente rappresentati, nello stesso calderone insieme a tutti gli altri pescatori sportivi, chi lo ha fatto non ha esattamente lottato ad ogni costo in nostro nome nel momento in cui bisognava tirare fuori gli attributi, sacrificando spesso la pescasub in favore della più nutrita ed influente categoria dei cannisti vari, che infatti godono di maggiori privilegi.
Se oggi ci ritroviamo in un’ambigua e delicata situazione di confine tra buoni e cattivi non dobbiamo quindi lamentarci ma pensare che è meglio rimboccarci le maniche e lavorare insieme per tentare di salvare il salvabile difendendo i nostri diritti con forza e dignità. Le recenti prese di posizione, finalmente unitarie, dei responsabili delle varie associazioni e rappresentanze dei pescatori subacquei contro l’introduzione della tassa sulla pesca dilettantistica o sulla possibilità di entrare nelle AMP fa ben sperare.
Un altro aspetto che riguarda il futuro della pesca subacquea è inquadrare verso quali frontiere è proiettata. Sempre che non abbia la peggio nella lotta tra passione e burocrazia, tra chi per professione chiude il mare e chi per amore della libertà lo ama, la pesca subacqua oggi è in una fase di grandi cambiamenti. Se l’epoca del pionerismo è finita da decenni e quella del fenomeno di massa forse non è mai arrivata, pur rimanendo spesso un “lupo solitario” il pescatore subacqueo del terzo millennio è infinitamente più progredito, più informato e più evoluto dei suoi predecessori. Se fino a pochi anni fa chi andava sott’acqua era quasi sempre un autodidatta che prendeva consigli da qualche amico più vecchio con la stessa passione ed imparava ad usare le attrezzature attraverso la spiegazione del negoziante, oggi chi si accosta a questo sport sempre più spesso inizia seguendo un corso di apnea o di pesca, che ormai si tengono in quasi tutti i circoli e le associazioni. Inoltre è infinitamente più sviluppata e capillarmente diffusa la funzione di informare ed aggiornare, svolta fino a poco tempo fa dalle poche riviste che si occupavano di pesca ed immersione, che ai nostri giorni è affidata alle tante piattaforme virtuali, alle pagine Internet, ai forums e ai social networks.
Il moderno pescasub conosce i pericoli e sa come evitarli, impara ad accostarsi all’ambiente marino nel modo giusto, va in mare dopo aver consultato i siti meteo, si confronta in tempo reale con gli altri appassionati, trova facilmente compagni di pesca, compra le proprie attrezzature al prezzo migliore nei negozi online.
Nel bene e nel male anche le tecniche di pesca stanno avendo un grande progresso. Oltre alla penuria ed alla crescente diffidenza dei pesci che ha costretto ad affinare quasi alla perfezione il modo di avvicinarsi alla preda per tentarne la cattura, al di là delle lezioni ed dei consigli degli istruttori che tengono i corsi e delle nozioni apprese sulle pagine internet, esiste un infinito serbatoio “culturale” a disposizione di chi vuole apprendere ogni tipo di tecnica di pesca: i video di Youtube. Ma come ho detto prima questo può essere un bene o un male, perchè se un istruttore attento e coscenzioso vi seguirà adattando le tecniche giuste alle vostre capacità e vi insegnerà le regole spiegandovi chiaramente i pericoli che ci sono dietro ad ogni azione, spesso i video di Youtube diventano qualcosa da emulare senza tener conto che sono girati da pescatori quasi sempre molto più abili, preparati e dotati di chi li guarda e che dietro ogni videocattura ci sono anni di esperienza e di pratica. Si resta affascinati da catture da sogno effettuate con disinvoltura ed apparente facilità senza pensare che spesso sono avvenute in mari molto più ricchi delle nostre povere ed ipersfuttate acque di casa e che quindi è inutile andare a fare aspetti su aspetti su una distesa di posidonia uguale a quella del video visto il giorno prima aspettando di veder spuntare all’improvviso la stessa ricciola da 40 chili…
Una strada molto rischiosa che un tempo sarebbe sembrata appartenere al mondo della fantasia e che oggi viene praticata da un numero crescente di persone, anche se per forza di cose ridotto, è quello della pesca profonda. Nel 1950 Raimondo Bucher scese per la prima volta in apnea a 30 metri sotto la superficie del mare, oggi a quella quota si pesca più o meno tranquillamente senza essere un Superman. E’ ovvio che non si può fare un paragone tra quella lontana epoca e gli enormi progressi che ci sono stati nei materiali, nelle attrezzature, nelle tecniche di immersione e nella conoscenza della fisiologia fino ai giorni nostri, il vero Superman era Bucher, noi semplicemente abbiamo fatto tesoro degli insegnamenti dei pionieri come lui. Oggi altri pionieri stanno aprendo nuove strade, come ho detto prima molto rischiose.
Sempre più spesso si sente di pescatori che scendono a quote da capogiro, ormai c’è chi pesca regolarmente sotto i 40 metri nelle competizioni più importanti di pesca subacquea e su Youtube ci sono diversi video che testimoniano di persone che scendono col fucile oltre i 50 ed addirittura anche oltre i 60 metri! Naturalmente si tratta di pescatori estremi allenati e consapevoli delle loro capacità che si immergono con zavorre mobili e che operano con assistenti molto preparati pronti ad intervenire, fanno pochissime discese a colpo quasi sicuro in cerca di prede di mole su spot circoscritti e conosciuti, il tutto condito da riprese video mozzafiato.
Chiaramente non saranno gli abissi le nuove frontiere della pesca subacquea, le quote a cui ci si è spinti sono da considerare un limite oltre il quale le capacità fisiologiche umane non ci possono portare. Il futuro è continuare sulla strada della consapevolezza, della pesca sostenibile, della sicurezza. I morti in mare, sia tra i giovani che si accostano a questo sport che tra gli esperti apparentemente più lontani dai rischi, sono sempre troppi. Viviamo in tempi che ci offrono tecnologie e possibilità mai avute prima, invece di usarle solo per scendere a 60 metri per sparare ad un pesce o per costruire fucili da guerre Stellari, usiamole per un maggior sviluppo della sicurezza, di certo i mezzi a disposizione non mancano. Ed andiamo in mare ancora per divertirci e non per fare record, ridiamo umanità alla nostra passione, è meglio.
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda g.shark72 » martedì 18 aprile 2017, 18:13

Interessante articolo. ....
Poi x la desertificazione dei pesci..... :(
Siamo poveri impotenti. ... :(
il mare.........un'emozione infinita

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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda solaris » martedì 18 aprile 2017, 18:46

Bravo Marco, articolo dai mille spunti di riflessione...

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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda Siniscam » mercoledì 19 aprile 2017, 7:07

Si, è un articolo un po' lungo ma più che i mille spunti, a mille mi fa girare le p@lle! :< :censura:
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda Daniele » mercoledì 19 aprile 2017, 10:27

In teoria, i moderni pescasub dovrebbero conoscere i pericoli della nostra passione.
In pratica, tanti sprovveduti scendono a quote proibitive incoscientemente.
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda pierl » mercoledì 19 aprile 2017, 11:07

Ho ripetuto molte volte da una ventina d'anni a questa parte le stesse cose sintetizzate da Siniscam nel suo ottimo pezzo.

Preciso ora che il profondismo è solo una variante su cui riflettere, ma:

A) è ininfluente sul sistema mare, come tutta la pesca in apnea, perché è limitato a pochi atleti ben allenati. Per ogni Guardavaccaro che prende dentici a 40 metri, ci sono 2000 pescapneisti che prendono cefali non oltre i 7 metri;

B) per quanto concerne la sicurezza, direi che le attrezzature, l'allenamento e l'esperienza di oggi mettono l'atleta in pari quanto a rischi.

Mi spiego: ieri nessuno seguiva corsi, gli apneisti erano improvvisati, gli atleti che potevano fare scuola erano pochissimi, le attrezzature erano ridicole. Insomma, un atleta a 10 metri era in pericolo come oggi uno a 30 o 40.

Oggi c'è Apnea Academy ed altro, le pinne lunghe ed in carbonio, le mute morbide, il pallone obbligatorio, le maschere nettamente migliori, la coscienza della necessità di un allenamento preparatorio.
Insomma, c'è la stessa differenza che può passare tra il guidare sulla neve nel dopoguerra ed oggi.
Dunque direi che se uno si fa male è per pura sfortuna o per sua incoscienza.

Inoltre il profondismo è una dote naturale, come lo è la velocità.
Forzarlo oltre le proprie capacità naturali è assolutamente stupido. Chi lo fa se ne assume i rischi.
Ultima modifica di pierl il mercoledì 19 aprile 2017, 11:09, modificato 1 volta in totale.
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda gianniragusa » sabato 22 aprile 2017, 7:29

Bell'articolo, per quanto mi riguarda penso che non e importante tanto la profondità, ma è più importante uscire dall'acqua con sensazioni positive e di piacere anche se non abbiamo preso o addirittura visto niente.
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda Siniscam » sabato 22 aprile 2017, 12:10

gianniragusa ha scritto:Bell'articolo, per quanto mi riguarda penso che non e importante tanto la profondità, ma è più importante uscire dall'acqua con sensazioni positive e di piacere anche se non abbiamo preso o addirittura visto niente.

Concetti e pensieri che condivido appieno (sopratutto quando non ho visto nulla :risatina: ).
:o.k: :o.k: :o.k:
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Re: Le Nuove Frontiere della Pesca Subacquea

Messaggioda Siniscam » sabato 22 aprile 2017, 12:15

utente ha scritto:L'Italia è il paese del malaffare... DIversamente non riverseremo nello stato politico-amministrativo e di conseguenza sociale, in cui riversiamo.

Purtroppo quello che scrivi è vero! :cry:
Ad ulteriore conferma (come se ce ne fosse bisogno :censura: ), al fine di alimentare le lobby e comprarsi i voti, i nostri amici del PC hanno proposto di aumentare la gabella per la licenza di pesca dai 20 Euro iniziali ai 50-100 per noi pescasub e di innalzare al 80% la percentuale dei proventi da destinare ai pescatori profesisonisti!!! :furious:
B A S T A R D I ! ! ! :nausea:
:censura: :censura: :censura: :censura: :censura:
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