Sguardi incrociati

Sezione dedicata alla condivisione delle proprie esperienze di pescatori in apnea.

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Sguardi incrociati

Messaggioda montalbano_ » lunedì 9 ottobre 2017, 16:27

Il sole di quella giornata d`autunno stagliava faticosamente I propri raggi attraverso una coltre di nubi che si accalcavano sul promontorio ibleo per poi sfumare dolcemente verso le zone di mare.
L’irruenza del vento dei giorni precedenti cedette il passo ad un lieve brezza di mare che come un profumo inebriante di biscotti appena sfornati suscitò in me un già noto languorino.
Con scontatezza la voglia di immergermi nel mio amato mare prevalse su gran parte degli impegni di quella giornata di riposo.
-Io vado a mare e tornerò nel primo pomeriggio- dissi a mia moglie.
Lei, abituata da sempre a condividere il suo coniuge con questa morbosa passione per il mare, socchiudendo un attimo gli occhi tirò un sospiro e disse:
<stai attento, io studio ancora un po’>
Mi congedai velocemente, non c`era altro tempo da perdere se non quello di avviarsi verso la strada litoranea che da Pozzallo attraversa il quartiere scaro, (il nome deriva da scalo o antico approdo delle barche della comunità di pescatori pozzallese) direzione Porto Ulisse lungo il litorale di contrada Marza.
La Marza già teatro di successo di molte pregresse avventure, un lembo di terra che termina nel promontorio di un antico porto che tutt`oggi vi da il nome, Porto Ulisse.
Un`alta costa argillosa tagliata di netto dall`azione erosiva del mare. L’argilla che la compone riflette un giallo paglierino sulle acque antistanti dandovi un tocco mistico che va ben oltre la sua antica nomea.
Un porto attribuito ad Ulisse e le tantissime similitudini tra i versi dell`Omerica Odissea e il locale territorio, laggiù sorgeva in altri tempi la città di Apolline.
Pochissime furono le testimonianze rinvenute sulla terra ferma ma in mare la situazione volgeva all`opposto.
I resti di fiorenti traffici marittimi e di cruente battaglie, giacciono senza gloria sotto le dorate sabbie dei suoi fondali.
Imboccai l`impervia stradina che ivi conduce sul sito, giunto sul posto scesi l`attrezzatura da pesca e mi apprestai ad indossare la muta.
Stavo osservando la spiaggia che per l`occasione rivestiva un solito manto scuro, la cenere dell`Etna!
Già`! era in corso una grande e lunga eruzione e mentre contemplavo quello scenario, iniziai la vestizione.
Ad un tratto, una voce robusta ruppe il mio stato mentale di relax
: <Buongiorno!>
<com`e`? Ca ma fare oggi? Mangiamu pisci?>
Mi girai goffamente con entrambe le gambe infilate nei pantaloni della muta da sub e vidi un signore molto robusto con delle sterpaglie in mano che attendeva sorridente il mio cenno:
-buongiorno!
Ammia ro pisci non è che mi interessa assai, mi piace già u fattu di poter mettere la testa sott` all’acqua! Gli risposi!
Questi ammucchiò le sterpaglie sul suolo e si congedò con un silente mezzo sorriso.
Giunsi rapido verso l`accesso al mare più comodo, lo scivolo dove i pescatori del posto usano varare le proprie imbarcazioni, diedi un ultimo sguardo alla mia macchina e mi immersi.
Tanti anni sono passati ormai dalla prima volta ma il riflesso che segue il contatto con l`acqua e` sempre lo stesso, il respiro si ferma per un attimo e i suoni dell`ambiente esterno si chiudono in un silenzio che per me è sempre stato una magica melodia.
Mi accolsero un centinaio di piccoli pesci, sembravano semi sospesi nell`acqua come fossero delle decorazioni natalizie.
Quasi non volevo farlo!
Non volevo accendere il mio piccolo maialino subacqueo per non frantumare quella cornice di cristallo.
Avevo già percorso qualche centinaio di metri dalla costa, alzai la testa fuori dall`acqua e cercai subito i tre pini:
< tre pini con le due casette a destra ed a sinistra la bonza dell`acqua blu con la stradina sterrata> ripetevo a mente le mire di riferimento che mi consentivano di ritrovare con discreta precisione i punti più interessanti trovati in precedenza nell`ampio fondale.
Allineando più punti ottenevo l`intersezione di due immaginarie semirette proprio sul punto a me noto.
Trascorse la prima ora ed io che solitamente ebbi il dono di orientarmi nello spazio anche in mezzo al blu non me ne resi conto.
D`un tratto il mio sguardo distratto venne richiamato da una magnifica triglia di scoglio adagiata sul fondo, ferma, immobile!
Mi avvicinai per trafiggerla con il mio arpione e nell`istante che precedette lo scoccar del tiro mi parve di vedere di già le scottature della griglia e due fette di limone al lato.
<tu vieni cu mia> le dissi mentre con dignitosa etica la soppressi per risparmiarle inutili sofferenze.
Riposi il triglione nel porta pesci e mi preparai ad un successivo tuffo in medio fondale.
Un minuto circa per rilassarmi e caricare i miei polmoni d`aria e discesi fluido verso due massi, cercavo qualcosa di più importante.
C`era silenzio, i pesci erano tranquilli e nulla lasciava presagire la presenza di qualche predatore.
Stavo quasi per risalire quando mi parve di vedere e di essere osservato allo stesso!
Un incrocio di sguardi simultaneo, alla mia sinistra vidi una massa enorme spostarsi lentamente, girai la testa ed in pochi attimi realizzai tutto!
La tartaruga! Una splendida tartaruga, mi avvicinai lentamente per non spaventarla e quando la osservai più attentamente da vicino mi accorsi che dalla sua bocca fuoriusciva un filo di nylon.
Il quadro apparve chiaro, l`animale era vincolato sul fondo dalla lenza poiché` aveva ingoiato l`esca di un conzo (palangaro) da fondo con l`amo al seguito.
Non so da quando tempo era li ma una cosa mi fu chiara, non c`era altro tempo da perdere.
Riemersi e mi liberai del fucile legandolo alla boa ed al maialino (motorino subacqueo).
Pochi secondi e ridiscesi verso di lei, il braccio proteso in avanti ed il pugnale stretto nel pugno e con una mossa veloce tranciai di netto quell`insidiosa lenza, poi, riposi entrambe le mani sui fianchi del possente carapace e la portai con non poca fatica verso la superficie.
Il verso di quella tartaruga non potrò mai dimenticarlo.
Un respiro sibilante e liberatorio come quello di un neonato che irrompe al mondo con il pianto.
<povero animale!> esclamai mentre riprendevamo fiato insieme.
Più passavano i secondi e più l`animale riprendeva le forze e quando si rese conto di essere vincolata dalla mia morsa, iniziò ad agitarsi colpendomi con le zampe posteriori e agitando quelle anteriori.
Cercai di stare più alla larga possibile dal suo possente becco, affilato com`era avrebbe potuto tranciarmi di netto le dita di una mano.
Dovevo prendere una decisione ed alla svelta:
<La libero così con l`amo in bocca o…la porto fino a riva nuotando?>
Che faccio?
Un giorno il mare si sdebiterà!> inforcai rapido la sagola della boa con il treno al seguito, il maialino, il fucile e Lei!
Nuotavo come se stessi appoggiato ad un tavolo.
Cavoli! Com`era grossa e diventava ancor più grossa con l`aumentare della fatica!
Giunsi a terra stremato, avevo nuotato per circa 40 minuti prima di poter poggiare i piedi sul basso fondale.
Ero uscito molto distante dal punto dove entrai, almeno un km!
Ero eccitato ma confuso, appena la mollai fece due manovre e con due possenti zampate aveva già percorso tre metri cercando di guadagnare il mare.
Povero animale!
Chissà cosa pensasse in quel momento.
Ad un tratto mi venne in mente un piano, la spiaggia era costeggiata dalla strada ed a volte passava qualche autovettura, li per li cercai di avvicinarmi al ciglio della carreggiata ma la tartaruga era come uno yo-yo, io mi allontanavo e lei cercava la liberta`.
Allora feci un calcolo approssimativo sul tempo di percorrenza della tartaruga sulla terra ferma, successivamente la trascinai con ulteriori sforzi verso il margine tra sabbia e carreggiata.
Mi sedetti sopra di lei e quando intravvidi una macchina avvicinarsi agitando le mani cercai di attirarne l`attenzione.
Fortunatamente ebbi successo.
Si fermò un signore, il padre di un mio ex compagno di scuola, mi riconobbe!
<Buongiorno Sig. Catania! Mi ha riconosciuto?> nel mentre mi sfilai all`indietro il cappuccio della muta.
-Ciao !- rispose
-Certo che ti ho conosciuto! Tu si u figghiu i Saru no?
Si si –risposi
<Ed inoltre eravamo a scuola assieme a sa figghiu si ricorda?
Mi serve il suo aiuto se ha un telefono mi fa chiamare mia moglie?>
<Ho trovato questa tartaruga e serve aiuto> li per li dietro quei Ray-Ban neri il signor Catania non aveva per nulla notato che quella dove il sottoscritto soprassedeva non fera una duna bensì un bestione di “scurzara”!
A scurzara! (cosi si chiamano le tartarughe in dialetto antico)
Urlò verso di me quasi come se fosse li per caso ed io non me ne ero accorto!
Si avvicinò scendendo la scarpatella di sabbia e pietre con molta curiosità.
Volle toccarla!
Poi mi passò il suo telefono cellulare.
-Pronto! Pronto Mi senti?
Io sono- li per li mia moglie non riconoscendo il numero tentennò qualche istante ben presto però riconobbe la mia voce:
Che è successo?> mi chiese
Nenti ! nenti…nun ti scantare , chiama mio padre e fatti portare alla Marza, sono di fronte a “ucca a` marina” –la rassicurai nonostante avvertii in lei un presentimento inquieto.
-Ahh senti Maria! Porta pure la macchina fotografica-
E lei <ma che hai preso qualcosa?>
-Seee na balena! – risposi riattaccando
Presto il signor Catania ebbe un ottimo suggerimento:
<ora telefonamu a Capitaneria, loro sanno cosa fare>
Effettivamente vista la sua buona disponibilità fu la mossa più azzeccata.
Dopodiché` il gentilissimo signore si congedò, non finii mai di ringraziarlo per aver contribuito alla svolta positiva di quell`insolito evento. I minuti trascorsero veloci e nel mentre mi occupai dell`animale. Continuai imperterrito a bagnarlo evitandone la disidratazione, iniziai ad ispezionarlo con molta più attenzione e scorsi numerosi parassiti simili alle sanguisughe!
<Giustizia è stata fatta, sei contenta? Te le ho levate!> già! parlavo con lei, eravamo diventati amici, lei non scappava più ed io gli facevo un po’ di cure estetiche; e mentre con il fare di un babbuino scrutavo ogni centimetro della sua corazza udii il rumore di una portiera d`auto.
Mio padre!
Al seguito.. mia moglie e mia madre.
Tanto stupore e tanta incredulità nel vedere così da vicino questo splendido esemplare di Caretta-Caretta.
Tutti vollero toccarla, poi il set fotografico fu servito.
Nell`attesa che arrivasse la guardia costiera ognuno poté apprezzarne la bellezza.
Giunse sul posto una pattuglia che dopo aver verbalizzato quanto avevo riferito loro sull`accaduto mi invitarono ad intrattenere l`animale in attesa dell`arrivo dei volontari appartenenti al fondo siciliano per il recupero della fauna selvatica.
Quell`amo andava rimosso e non era nemmeno cosa da poco.
Passarono altre due ore ed io e la “scurzara “ diventammo sempre più amici, stavo per sussurrarle l`ennesima rassicurazione quando il rumore sordo di una portiera d`auto che si chiude riportò nuovamente il mio sguardo sul ciglio della strada, e li vidi un furgoncino bianco.
Scendeva dal viottolo un signore di media costituzione, sui quarant`anni, indossava un paio di occhiali da sole.
:-chistu a ghi`essere per forza iddu- pensai.
Ed infatti, si presento a me il dottor Gianni Insacco, un paleontologo con grande vocazione per le scienze naturali, un grande animo animalista, uno spiccato senso del dovere.
Lo conobbi più a fondo nel corso degli anni a venire e non mi sbagliai sulla prima pesata.
Una grande persona. E` grazie al suo gigantesco contributo che la città di Comiso può offrire all`utenza turistica l`attuale museo di storia naturale.
:<Bisognerà operarla! L`amo è già andato oltre la bocca> disse mentre con il capo semi chino continuava a scrutare a fondo l`animale.
-Povera bestia! Aveva ingoiato l`esca che oltre a trattenerla sul fondo le stava attaccata alla gola con un dolorosissimo amo ricurvo.
Presto venne portata in spiaggia una grande vasca di plastica, il dottor. Insacco pose con cura sugli occhi dell`animale uno straccio umido che oltre ad aver il compito di idratarne i tessuti aveva anche la funzione di oscurarne la visione in modo da tranquillizzare ulteriormente la tartaruga.
In quattro sollevammo l`animale che risulto pesare circa sessanta kilogrammi!
Quando fu riposta nella vasca con un po’ d`acqua , la portammo all`interno del furgoncino.
La toccai ancora poi le porte del furgoncino si chiusero, qualche stretta di mano ed ella partì per un viaggio della speranza.
Io venni intrattenuto dai militari della guardia costiera per la deposizione del verbale.
-Allora Signor giunta! La ringraziamo per il suo gesto e per aver speso l`intera mattinata ad attendere i volontari del centro, arrivederci!
Quel giorno quando tornai a casa , l`argomento fu sempre lo stesso:
La scurzara!
Tutti vollero sentire “u cuntu” e vedere le foto, il ricordo rimane ancora vivo nei miei occhi che spesso sfocano la visuale sulla terra ferma per passare come un montaggio video, alle immagini dei miei ricordi più belli avuti sott`acqua.
Quel giorno fu l`ultima volta che la vidi, in seguito ebbi notizia della sua avvenuta liberazione, c`erano tutti quelli che contavano, c`era la stampa , una Tv locale. C`era persino il primo cittadino di Ispica (per competenza territoriale) già ! Proprio tutti, come si suole dire, alla “Rausana maniera”.
Tutti ,tranne il sottoscritto.
Un giorno sono sicuro che ci rincontreremo ed io saprò riconoscerti perché i nostri sguardi si sono già incrociati e senza fanfare e paparazzi avrò nuovamente la gioia di poterti toccare e nuoteremo insieme trattenendo il fiato perché` tu sei una “scurzara” marina ed io?
Un uomo di mare.
Ps alleghero` in seguito la foto .
ciao
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Dario Motta » lunedì 9 ottobre 2017, 17:17

:sole: :o.k:
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Siniscam » lunedì 9 ottobre 2017, 22:00

Caro Tonino, mi hai commosso con le tue parole e le tue gesta.
Non da meno sono le emozioni che mi suscita il tuo modo di scrivere.
Bellissimo racconto. :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2: :clap2:
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda g.shark72 » martedì 10 ottobre 2017, 5:51

Bellissimo racconto......grande tonino :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
il mare.........un'emozione infinita

censito: 352501


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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Andrea'82 » martedì 10 ottobre 2017, 9:33

Bellissimo gesto comisa... il mare non dimentica. Un abbraccio.


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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda solaris » martedì 10 ottobre 2017, 21:37

Tonino, gran bel racconto! Il tuo modo di scrivere lascia immaginare ogni singola scena.
Complimenti! ;-)

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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Vito Fasano » mercoledì 11 ottobre 2017, 11:34

10minuti di lettura... ma ne sono valsi la pena.
Che racconto e che avventura. Bravo. hai fatto benissimo ;)
La scienza ha il compito di dare risposte nuove a domande vecchie.
Tutto quello che ha un inizio ha una fine.
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda il Fabio » mercoledì 11 ottobre 2017, 11:48

Un commissario romanziere!!!!
Tonino complimenti...un nobile gesto!!!!
Un bellissimo racconto....traspare tutta la passione e l'amore per il mare!!!
:clap2: :clap2: :clap2:
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Daniele » mercoledì 11 ottobre 2017, 18:40

Bellissimo racconto !
Che altro dire?
Sei un bravissimo narratore.
http://digilander.libero.it/pesca_sub
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda Demka » lunedì 16 ottobre 2017, 8:23

Bellissimo racconto, mi hai fatto venire i brividi per l'emozione.

Ben fatto :clap: :clap: :clap:
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Re: Sguardi incrociati

Messaggioda orazio66 » lunedì 16 ottobre 2017, 15:43

bellissima esperienza ,le medaglie e gli applausi se li sono presi chi non centrava ma a te è rimasto l'emozione sicuramente indelebile che con il tuo racconto un poco l'hai trasmessa a noi ....grazie :clap2: :clap2: :o.k:
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